Sospesa fra tradizione del Sud, atmosfere waitsiane, reminiscenze jazz, in una trama sapientemente condotta da una voce versatile, la nuova proposta di Floriana Cangiano, alias Flo, napoletana verace con uno sguardo al cosmopolitismo, convince fin dal titolo: Il mese del rosario, un tempo e uno spazio di sentimento e sensualità, superstizione e disincanto, per una femmina che canta sante parole, come in Ad ogni femmina un marito, ballata del Sud più autentico e fresco.
Convince la produzione di Ernesto Nobili, chitarrista e autore delle musiche dei sette brani originali; convince anche la scelta dell'omaggio a Rosa Balistreri, con Buttana di to Ma', sorretta dalle percussioni evocative di Michele Maione, e Terra ca nun Senti, vibrante e sospesa, nella migliore tradizione delle cantastorie donne, continuata da Carmen Consoli e dalla stessa Flo, reduce da significative esperienze con Daniele Sepe e da concerti ovunque in Europa.
Infine, convince la scrittura di Flo, tagliata su misura su una cifra vocale versatile e lirica, come in Quale amore, impreziosita dall'arpa di Vincenzo Zitello, brano su un amore violento, raccontato con precise parole, esplicite e poetiche insieme, nella migliore tradizione alla De André; oppure in Controra arancione, equilibrato mix fra la world music contemporanea e la tradizione mediterranea del Maghreb.
Flo spazia nelle lingue e nei dialetti, nelle sonorità e nelle tematiche, senza però dare l'impressione di trovarsi a disagio nella molteplicità, anzi, muovendosi con disinvoltura, e proponendo un disco dall'ascolto piacevole, non banale nei contenuti e accurato nei suoni.
Convince la produzione di Ernesto Nobili, chitarrista e autore delle musiche dei sette brani originali; convince anche la scelta dell'omaggio a Rosa Balistreri, con Buttana di to Ma', sorretta dalle percussioni evocative di Michele Maione, e Terra ca nun Senti, vibrante e sospesa, nella migliore tradizione delle cantastorie donne, continuata da Carmen Consoli e dalla stessa Flo, reduce da significative esperienze con Daniele Sepe e da concerti ovunque in Europa.
Infine, convince la scrittura di Flo, tagliata su misura su una cifra vocale versatile e lirica, come in Quale amore, impreziosita dall'arpa di Vincenzo Zitello, brano su un amore violento, raccontato con precise parole, esplicite e poetiche insieme, nella migliore tradizione alla De André; oppure in Controra arancione, equilibrato mix fra la world music contemporanea e la tradizione mediterranea del Maghreb.
Flo spazia nelle lingue e nei dialetti, nelle sonorità e nelle tematiche, senza però dare l'impressione di trovarsi a disagio nella molteplicità, anzi, muovendosi con disinvoltura, e proponendo un disco dall'ascolto piacevole, non banale nei contenuti e accurato nei suoni.
