Non rientro<small></small>
Italiana • Canzone d`autore • Rock

Evasio Muraro Non rientro

2023 - Fragile dischi

10/08/2023 di Paolo Ronchetti

#Evasio Muraro#Italiana#Canzone d`autore

Con brusche accelerazioni, cambi di rotta e soste improvvise la storia artistica di Evasio Muraro, da quarant’anni, insegue con coerenza percorsi personali e collaborazioni significative. I Settore Out, The Groovers, Michele Anelli, i canti della Resistenza e delle Mondine. Poi il ritorno a un discorso autorale che per ogni uscita cambia leggermente forma, collaborazioni (l’ultimo album, Scontrotempo del 2013, era prodotto anche da Cris Ekman) e risultati. Muraro è autore che ama però circondarsi di persone e luoghi famigliari. Il cambio importante di questo disco è un piccolo allontanarsi dalla protezione della sua Vizzolo, da dove sono partiti tutti i suoi progetti, per affidarsi pienamente a quella collaborazione che da Canzoni per uomini di latta in poi (2009) ha dato ad alcuni brani, e ai suoi live, quel qualcosa in più che in pochi hanno. Insomma, la scelta di affidarsi al pianista, polistrumentista e produttore Fidel Fogaroli, (di cui ricordiamo anche la collaborazione con i Verdena) è un affidarsi a qualcuno che in studio e dal vivo è capace di lasciare segni precisi! In questo Non rientro (Fragile dischi 2023) Fidel prende il timone producendo e suonando tutto, lasciando ad Evasio la voce e quella chitarra acustica che si potrebbe isolare in ogni frammento riconoscendone sempre le caratteristiche.

Nel disco, accanto ad episodi inseribili nella sua storia autorale, ci sono brani che osano nei suoni in maniera diversa. La voce trattata nella title track (così come i suoni della batteria, l’assenza della chitarra acustica – presente solo in coda -, la presenza di suoni di tastiere vintage) mette subito le cose in chiaro. Stazioni non cambia il mood, anzi si fa più tesa con suoni ossessivi, la chitarra acustica distorta mandata in loop e l’uso di ritmiche quasi Industrial su cui la voce di Evasio canta sporca. Stupido film riporta su territori più vicini alle produzioni precedenti, anche se si nota una particolare attenzione a un uso dell’elettronica che rende questo brano vicino a certe produzioni del Lanois a cavallo tra 80 e 90. Solo vede presente il talento della voce di Nagalia Calori. Di Lei lei trovo irresistibile il semplice ritornello vagamente anni ’70. Mi fermo qui sembra costruita per l’esplosione sonica del finale in cui si rendono evidenti alcune delle caratteristiche sonore di Fidel Fogaroli. Tenera, una specie di demo tra il naif e lo studiato, ci porta alla potente chiusura di Una cosa che viene dal mare un brano che parla di migranti e di morte. La prima parte, con un bellissimo parlato, sembra uscire dai lavori piu World Music di Peter Gabriel con Lanois, mentre il successivo cantato esprime una urgenza comunicativa amplificata da distorsioni e salti di ottava.

Il disco migliora ascolto dopo ascolto e nella sua compiutezza e avventurosità dà quasi l’impressione di potersi spingere verso territori in cui la voce di Evasio lavori sui toni caldi ed espressivi del suo parlato/cantato (che rimangono pieni di potenzialità e ancora inesplorati).

 

Track List

  • Non rientro
  • Stazioni
  • Stupido film
  • Solo
  • Lei, lei
  • Mi fermo qui (Rosespine)
  • Tenera
  • Una cosa venuta dal mare

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