Ride Lonesome <small></small>
Rock Internazionale • Folk • country, psichedelia

Beck Ride Lonesome

2026 - Capitol Records

06/10/2026 di Alfonso Fanizza

#Beck#Rock Internazionale#Folk

A sette anni dalla sua ultima pubblicazione, Hyperspace (2019), possiamo finalmente tornare a godere di un nuovo lavoro firmato Beck. Il suo ritorno è una di quelle notizie che, sotto diversi aspetti, fanno davvero piacere e che non possiamo che accogliere con entusiasmo: d’altra parte, Beck non sbaglia mai un colpo.
Da sempre considero Beck, assieme a Thom Yorke e Damon Albarn, uno dei più grandi geni musicali partoriti dalla scena musicale degli anni Novanta ancora in attività, che nel corso degli anni non si sono mai musicalmente fossilizzati; al contrario, hanno continuato a dare un notevole contributo alla causa, dimostrando di sapersi destreggiare tra differenti inclinazioni sonore e privilegiando, spesso, la via della sperimentazione.

Nel corso della sua carriera, il “perdente di successo” Beck ha sempre alternato momenti più vivaci e spensierati, nei quali ha messo in evidenza il suo lato ironico attraverso lavori sospesi tra pop ed elettronica, fino alle contaminazioni funk di album come Midnite Vultures, o ai più recenti Colors e il già citato Hyperspace, a momenti di pura introspezione, affidati a capolavori acustici come Sea Change, Morning Phase e questo Ride Lonesome, quindicesimo album della sua discografia.

Possiamo considerare Ride Lonesome il capitolo finale di quell’ideale e acustico trittico introspettivo, attraverso cui Beck mette in evidenza il suo lato più vulnerabile: niente ironia, niente eccentricità e musicalmente minimale senza collage di generi. Al centro ci sono temi universali come la perdita, la solitudine e lo scorrere del tempo, affrontati con una sensibilità più intima e meditativa.
Sono dischi che nascono da uno stato emotivo profondo, dal quale l’artista viene pervaso soprattutto dopo la fine di qualcosa di importante, come può essere una relazione. Era già successo con Sea Change, nato all’indomani della separazione da Leigh Limon, e si è ripetuto con Ride Lonesome, realizzato dopo il divorzio dalla moglie Marissa Ribisi.

D’altra parte, già il titolo del disco suona come una dichiarazione d’intenti: attraversare da soli una fase difficile della vita, senza sapere dove condurrà. Un concetto che torna nella title track, una sorta di oscuro conforto, in veste folk, che invita a non fermarsi, anche quando la direzione resta incerta: “Yesterday/ Paper roses, they forgot to bloom/ So walk away/ Hang your head upon the hollow moon/ You got to ride lonesome/ You got to try to find the road/ You got to cry a river/ And follow it all the way home/ Alone”.
È un album decisamente folk, ma capace di assumere contorni cinematografici. Il richiamo al Western e, in particolare, all’omonimo film del 1959 diretto da Budd Boetticher, è palese. Lo stesso vale per la title track: il film racconta di un pistolero solitario segnato dalla perdita della moglie, una figura che Beck rielabora nella canzone e nel relativo videoclip.

Il songwriter, imbracciata la chitarra, tesse trame e colora queste ambientazioni minimali, affiancato da alcuni dei musicisti che hanno accompagnato le sue opere più introspettive. Una continuità che ritroviamo anche in cabina di regia, dove si affida ancora una volta a Nigel Godrich. Per gli arrangiamenti orchestrali, invece, il compito è affidato al padre David Campbell, preziosissimo con il suo contributo. Si fanno così strada preziose ballate folk, a tratti venate di country, alcune dai tratti oscuri e dalla poetica riflessiva, come In the Night; altre dalle atmosfere più psichedeliche, come For Your Love e Bleed; altre ancora sostenute dalle ritmiche più incalzanti come Run Away, It Ends Right Here e Falling Through My Hands. Non mancano, infine, brani più inclini alla malinconia, come Disappearing Act e If You Don't Know What Love Is.

Un disco che possiamo dunque leggere come un concept sulla separazione: dalla presa di coscienza della solitudine alla sua progressiva elaborazione, ogni brano rappresenta un tassello di questo puzzle emotivo, nel quale prende forma il lento attraversamento del lutto amoroso. Emergono così concetti come l’impulso di scappare via (Run Away), l’incapacità comunicativa (Failed Words), lo scorrere del tempo e le ferite aperte (Bleed), ma anche la consapevolezza definitiva (It Ends Right Here) che alla fine del tunnel c’è sempre la speranza di rivedere la luce e di lasciarsi indietro il dolore (Beyond The Light).
Il tutto orchestrato magistralmente, facendo di Ride Lonesome un disco prezioso, da leggere e interpretare nella sua coralità, capace di restituirci un Beck intimo e vulnerabile, ma anche sorprendentemente piacevole all’ascolto.

Track List

  • Ride Lonesome
  • Run Away
  • In the Night
  • Failed Words
  • Bleed
  • Disappearing Act
  • For Your Love
  • Slow Canyon
  • It Ends Right Here
  • Falling Through My Hands
  • If You Don`t Know What Love Is
  • Beyond the Light

Articoli Collegati

A PHP Error was encountered

Severity: Notice

Message: Undefined property: stdClass::$info

Filename: musica/singola.php

Line Number: 106

Beck

Live Report del 22/06/2005

Recensione di Christian Verzeletti