Reflektor<small></small>
Rock Internazionale − Alternative − art rock, baroque pop, post-disco, indie-rock

Arcade Fire

Reflektor

2013 - Universal
23/11/2013 - di
Oscar Wilde scriveva: “The artist is the creator of beautiful things. To reveal art and conceal the artist is art`s aim.”. Gli Arcade Fire sembrano riprendere l`incipit della Prefazione a The Picture Of Dorian Gray e, per il loro quarto album di studio, hanno deciso di creare un mondo artistico fatto di voodoo, maschere, dress code, hype e le solite citazioni colte e letterarie che contraddistinguono i loro testi.

La band canadese è la compagnia di ragazzi che quando arrivano nel bel mezzo della festa svoltano la serata e la rendono indimenticabile, roba da conservare le polaroid e i ricordi di quello che è stato e far rivivere il tutto attraverso la musica e le parole di Reflektor.

Il disco più che un semplice album è il simbolo di un`idea artistica, un manifesto sonoro che resiste al tempo perché a-temporale, un condensato di rock, dance e world music filtrata attraverso la lente Arcade Fire.

Dopo l`estate circolano le prime immagini di un disegno geometrico su cui compare la scritta Reflektor e sullo sfondo i monumenti delle città più famose del mondo, poi arrivano le prime comparsate televisive in cui la band suona quasi tutti i pezzi dell`album: il piede tirato sull`effetto sorpresa, il video dell`omonimo singolo diretto da Anton Corbijn, le giacche bianche e il trucco sugli occhi, la verve di sempre accompagnata da un`ondata di freschezza di sound retro e proprio per questo inaspettata. L`arte davanti a tutto.

L`album si apre col singolone, una roba da più di sette minuti, che scivola via veloce e accattivante grazie soprattutto ad un inciso irrestisibile; We Exist si sviluppa sulla stessa lunghezza d`onda, mentre Flashbulb Eyes compare, ipnotica, all`improvviso portando con sé una delle influenze più chiare di tutta la tracklist (presente tra l`altro già in pezzi precedenti come Haiti), quella tribale, folklorica fatta di percussioni e marimba in primo piano. Su questa scia Here Comes The Night Time alterna momenti di pura follia a fasi più controllate in cui il ritmo è sempre il mantra che attira l`attenzione e soprattutto le articolazioni.

Normal Person segna il punto di contatto con quanto fatto in precedenza, è il pezzo che il perfetto sconosciuto in camicia e barba trasandata mette su a metà festa e che fa saltare tutti giù dalla sedia:
I`m so confused. Am I a normal person?
You know, I can`t tell if I`m a normal person
It`s true, I think I`m cool enough, but am I cruel enough? Am I cruel enough for you?
[…]
You dream in English now
In proper English, look how
You`re just the same as me It`s through

You Already Know sembra uscita da un album degli Smiths, mentre Joan Of Arc è la perla che chiude il primo disco. Sì, ovviamente ce ne stanno due...

La seconda parte di questa vera e propria opera d`arte scorre via veloce in maniera ancora più liscia del primo atto, Porno e Afterlife sono i diamanti grezzi di questa caverna delle meraviglie.
Quando tutto è finito le orecchie sono confuse e piene di suoni saturati, incisi potenti, rimandi sonori e quant`altro: il post-modernismo continua a mietere vittime.

A volte basta urlare per avere, anche solo per un attimo, la sensazione di riuscire a farcela:
Can we work it out?
Let’s scream and shout ‘till we work it out
Can we just work it out?
Scream and shout ‘till we work it out?

Track List

  • Disco 1
  • Intro
  • Reflektor
  • We Exist
  • Flashbulb Eyes
  • Here Comes the Night Time
  • Normal Person
  • You Already Know
  • Joan of Arc
  • Disco 2
  • Here Comes the Night Time II
  • Awful Sound (Oh Eurydice)
  • It`s Never Over (Hey Orpheus)
  • Porno
  • Afterlife
  • Supersymmetry

Arcade Fire Altri articoli