Arcade Fire

Arcade Fire

Milano Arena Civica


05/07/2011 - di Marcello Matranga
Uno dei concerti più attesi della stagione era quello tenutosi ieri sera nel cuore di Milano, in quella Arena Civica che meriterebbe una riqualificazione sostanziale da parte della nuova giunta comunale.
Canadesi, tre album alle spalle ed un Ep, una serie di successi disseminati ovunque, grazie in particolare all' ottimo The Suburbs pubblicato lo scorso Agosto e riedito ora, pessima abitudine questa, in edizione espansa con Dvd e due pezzi downloadabili.
Trionfatori ai Grammy Awards americano, albunm dell'anno anche per i Brit Awards e, last but not least, a smentire il celebre detto nemo profeta in patria, anche ai Juno Awards canadesi.
Premetto subito che lo scrivente non può considerarsi un fan della band che, pur apprezzando, resta perplesso di fronte a  certi pezzi.
Ma lo show offerto a Milano ha certamente conquistato la folla di appassionati accorsa per portare in trionfo la band guidata da Win Butler.
Merito della musica offerta che pesca equanimamente fra i tre album editati, con una leggera predominanza del recente The Suburbs, ma merito anche di questo ragazzi che tengono la scena con assoluta disinvoltura e con una padronanza strumentale
di sicuro interesse.
Bella anche la scenografia dello stage, con una struttura tesa a ricordare l'insegna di un cinema americano. L'apparizione della scritta Arcade Fire coming soon è coincisa con la calata di qualche miliardo di zanzare che hanno banchettato felici alla faccia nostra.
Il concerto si è aperto con Ready To Start che è anche uno dei due brani che sono offerti in download gratuito (qui in versione remix e più lunga rispetto all'originale apparsa sul disco) per coloro che acquistano l'edizione espansa dell'ultimo album.
Inizio dominato da Funeral (due canzoni) e Neon Bible (tre), che portano la temperatura ad innalzarsi. Ottima la resa sonora con un'amplificazione di gran livello.
E così dopo una Crown of Love che è un po chiara esemplificazione dei pezzi leggermente sopra le righe, ecco arrivare una sontuosa e straordinaria title track dell'ultimo disco che viene presentata in versione leggermente rallentata.
Credetemi, un vero gioiello, figlio di un songwriting che ha pescato a piene mani dai Beatles, ma personale e non banale. Una di quelle canzoni che ascoltate una volta ti entrano dentro e non ti lasciano più.
Da pelle d'oca!!
Ed in fondo quello è stato il momento in cui lo show è decollato con una sequenza che ha mandato in visibilio i fan della band.
Month of May e Rococo hanno protratto la magia di un disco, The Suburbs, che rende molto anche dal vivo.
L'ipnotico giro di basso di Rebellion (Lies) ha fatto scendere il sipario sullo show.
Ovviamente il publbico non ci stà, richiamando a piena voce la band on stage.
Wake Up è un pezzo che personalmente non mi piace molto nella versione live, mentre la conclusiva Sprawl II (Mountains beyond mountains) a me fa venire in mente i Blondie.
Ma tant'è.
Quello che resta è certamente il giudizio complessivamente ben più che favorevole sul gruppo e sullo show nella sua complessità.
Gli Arcade Fire sono una delle realtà più interessanti degli ultimi anni.
Ed il successo raggiunto li premia nella giusta misura.
Noi ne siamo contenti

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