The Del Fuegos Silver Star
2012 - The Del Fuegos EP
Una strana sensazione, un po' come quella che capita di provare ritrovando qualche vecchio amico che si era perso di vista da anni: si stenta inizialmente a riconoscerlo ma, preso atto dei cambiamenti avvenuti, si finisce comunque con l'apprezzarlo come un tempo.
É questa l'impressione che si ricava dall'ascolto di Silver Star, il lavoro che segna il ritorno dei Del Fuegos, il gruppo dei fratelli Zanes che, partendo da Boston, fu tra i protagonisti della scena rock americana degli anni 80.
Una parabola breve, quella dei Del Fuegos, iniziata con il debutto di The Longest Day (1984) e chiusa cinque anni più tardi con il loro capolavoro Smoking in the Fields (1989), in cui il rock'n'roll urbano e stradaiolo dei primi dischi si apriva a sonorità più roots e ospiti illustri (Magic Dick e Seth Justman della J.Geils Band e Rick Danko della Band), affiancavano il gruppo in sala d'incisione.
Riunitisi inizialmente per un concerto a sostegno della fondazione benefica voluta dal batterista Woody Geissman, i Del Fuegos tornano ad incidere, ad oltre vent'anni di distanza dallo scioglimento, producendo questo Silver Star, EP di otto canzoni, al momento disponibile sulle principali piattaforme digitali.
Come si diceva, si fatica un po' a ritrovare in questo nuovo lavoro i Del Fuegos di un tempo: mancano in particolare i pezzi più esplicitamente rock, loro marchio di fabbrica negli anni Ottanta con brani come The Longest Day, Hand to Hand o Night on the Town e prendono il sopravvento le ballate e i pezzi di derivazione blues e r'n'b.
Ad aprire Silver Star è proprio una ballata, la splendida Times Slips Away dal titolo quasi programmatico per un band che torna sulla scena dopo oltre vent'anni di assenza, poi i ritmi salgono con What You Do ed il riuscito e trascinante rhythm'n'blues di Friday Night.
A seguire, altre due ballate: Better Let Me che, nonostante la bella parte introduttiva, non convince appieno e Through Your Eyes, con ritmo in levare e un ritornello che rimane in mente dopo il primo ascolto.
The Midnight Train, altro r'n'b che rappresenta forse il pezzo migliore dell'intero lavoro precede la conclusione affidata ad altri due brani lenti, Don't Go Down In The Line in cui non entusiasma la performance vocale quasi in falsetto di Dan Zanes e la notturna Raw Honey, costruita sul più classico giro blues.
Vecchi amici, quindi, certamente cambiati dagli anni, ma ancora in grado di produrre buona musica ed emozioni, anche se i tempi di Boston, Mass. appaiono davvero lontani.
É questa l'impressione che si ricava dall'ascolto di Silver Star, il lavoro che segna il ritorno dei Del Fuegos, il gruppo dei fratelli Zanes che, partendo da Boston, fu tra i protagonisti della scena rock americana degli anni 80.
Una parabola breve, quella dei Del Fuegos, iniziata con il debutto di The Longest Day (1984) e chiusa cinque anni più tardi con il loro capolavoro Smoking in the Fields (1989), in cui il rock'n'roll urbano e stradaiolo dei primi dischi si apriva a sonorità più roots e ospiti illustri (Magic Dick e Seth Justman della J.Geils Band e Rick Danko della Band), affiancavano il gruppo in sala d'incisione.
Riunitisi inizialmente per un concerto a sostegno della fondazione benefica voluta dal batterista Woody Geissman, i Del Fuegos tornano ad incidere, ad oltre vent'anni di distanza dallo scioglimento, producendo questo Silver Star, EP di otto canzoni, al momento disponibile sulle principali piattaforme digitali.
Come si diceva, si fatica un po' a ritrovare in questo nuovo lavoro i Del Fuegos di un tempo: mancano in particolare i pezzi più esplicitamente rock, loro marchio di fabbrica negli anni Ottanta con brani come The Longest Day, Hand to Hand o Night on the Town e prendono il sopravvento le ballate e i pezzi di derivazione blues e r'n'b.
Ad aprire Silver Star è proprio una ballata, la splendida Times Slips Away dal titolo quasi programmatico per un band che torna sulla scena dopo oltre vent'anni di assenza, poi i ritmi salgono con What You Do ed il riuscito e trascinante rhythm'n'blues di Friday Night.
A seguire, altre due ballate: Better Let Me che, nonostante la bella parte introduttiva, non convince appieno e Through Your Eyes, con ritmo in levare e un ritornello che rimane in mente dopo il primo ascolto.
The Midnight Train, altro r'n'b che rappresenta forse il pezzo migliore dell'intero lavoro precede la conclusione affidata ad altri due brani lenti, Don't Go Down In The Line in cui non entusiasma la performance vocale quasi in falsetto di Dan Zanes e la notturna Raw Honey, costruita sul più classico giro blues.
Vecchi amici, quindi, certamente cambiati dagli anni, ma ancora in grado di produrre buona musica ed emozioni, anche se i tempi di Boston, Mass. appaiono davvero lontani.
