Sick Tamburo Dementia
2026 - La Tempesta Dischi
L’opera si apre con Mi gira sempre la testa che racconta le sensazioni di chi vive un vuoto interiore, dove la testa gira perché manca qualcosa al suo interno, ancora indefinito. Il sound unisce insieme post-rock e alternative, come il secondo brano: Silvia corre sola. Si sente ancora con forza una mancanza interiore; la Silvia della canzone sta vivendo una corsa solitaria e si trova immersa in sensazioni tristi e nostalgiche, ma anche dalla voglia di andare avanti e non fermarsi. Alla corsa si collega Mexican, un brano post-rock in cui emerge il desiderio di lasciarsi alle spalle il dolore e ciò che è passato.
Arriva poi una canzone contro la guerra, dalle sonorità new wave e con gli archi preponderanti in apertura e poi presenti in sottofondo, Ho perso i sogni: è il racconto disilluso di un ragazzo molto giovane, che vede sgretolarsi i propri sogni tra le bombe e le macerie del presente. Dalla mancanza di pace mondiale a quella interiore, si giunge così a Non c’è pace: su sonorità new wave e indie-rock, si racconta la storia di una persona che non riesce a trovare la propria pace interiore ed è sempre tormentata, come testimonia l’invito rivolto all’ascoltatore a guardare la sua caduta. Un ulteriore invito a fuggire dalla quotidianità e dalle sue storture arriva con Fuori: un brano che unisce sonorità alternative e post-punk.
La fuga dalla quotidianità continua in Immagina se: si avvertono sensazioni tristi e una forte mancanza di emozioni positive, la voce narrante immagina di vivere una vita diversa da quella attuale, con sonorità che tendono all'alternative e alla new wave, e che guidano l’ascoltatore nell'ambientazione cupa di Chiudi quella porta: un lento rock in cui l’autore dice di chiudersi in sé per ricercare il proprio sole interiore e far fuggire il dolore che sta vivendo. La melodia cambia e diventa molto ritmata in Sangue e libertà, brano che miscela post-rock e alternative: il protagonista del brano parla del proprio desiderio di futuro e di conquista di uno spazio, in virtù del fatto che, per essere libero, ha versato del sangue e subìto una sorta di martirio.
Il disco si chiude con la title track, un brano enigmatico che unisce gli archi a un’interferenza sonora e a una voce che compare per dire solo la parola “Hey”. La canzone si divide in due momenti: il primo si apre con gli archi, che successivamente faranno da sfondo alla parola “Hey”, mentre il secondo unisce suoni tipici di new wave ed elettro-rock, ma preserva la presenza degli archi e dell’unica parola pronunciata dalla voce di Gian Maria Accusani.
Dementia è un album composto da metriche che derivano dall’oscurità presente nella mente, un sentire doloroso che riflette luci e ombre della contemporaneità e le fragilità delle anime più sensibili. I Sick Tamburo danno voce a queste grida di dolore e invitano l’ascoltatore a riflettere, ad ascoltarsi interiormente e a credere che la rinascita e la pace interiore possano arrivare e dare un senso a tutto il dolore vissuto e provato.
