Ciao cuore<small></small>
Italiana − Alternative − cantautorato

Riccardo Sinigallia

Ciao cuore

2018 - Sugar
21/09/2018 - di
Pensi a Riccardo Sinigallia e si scoperchia un vaso di Pandora di collaborazioni e produzioni che in qualche modo hanno lasciato un segno nella musica italiana: Tiromancino, Frankie Hi-Nrg, Niccolò Fabi e Motta solo per citarne alcuni. Eppure non bisogna mai dimenticare che dentro quel vaso c’è anche un cantautore finissimo, un cesellatore di suoni capace di un labor limae chirurgico.

Rispetto a Per tutti (2014) Ciao Cuore nelle sue riflessioni è innervato di una energia diversa. La malinconia e il mistero irriferibile (“So delle cose che so/e non ti posso spiegare/perché non esistono/tutte le parole/esistono solo il tempo e la distanza/tra ciò che io so e tu dovrai”) si inseguono in un brano, So Delle Cose Che So, dove la poesia di Franco Buffoni e le pulsazioni elettroniche si sposano con improvvise dilatazioni di pianoforte.

C’è la corsa verso un amore salvifico in Niente Mi Fa Come Mi Fai Tu in un crescendo inebriante di suoni stratificati in cui poi si scopre che ci sono anche, ma non solo, le chitarre di Adriano Viterbini e Francesco Motta e il violino di Andrea Ruggiero. Dalla complessità dichiarata si passa alla semplicità solo apparente di  Bella Quando Vuoi, che sembra partire come una canzone suonata in cameretta per poi impregnarsi della rugiada delle percussioni (con Simone Padovani alle prese con congas e shaker).

Da persona così addentro allo studio dei suoni Riccardo non può dimenticarsi dei tecnici di palco, di quegli invisibili che permettono di assaporare la magia di un concerto, a cui dedica Backliner, una vibrante elegia a chi sta dietro le quinte eppure resiste.

Le Donne Di Destra ha un cantato quasi parlato, con la chitarra elettrica che leva il trucco che cela talvolta la tristezza femminile (al di là dell’appartenenza politica esplicitata nel titolo)

La title – track, nonché primo singolo, Ciao Cuore, che riecheggia l’espressione romana “Ciao Core” (non facile da capire fuori dal Raccordo Anulare forse, una sorta di saluto per tagliar corto quando ormai si è detto tutto) è di una pienezza infinita, con gli GNU Quartet all’orchestra e la voce di Sinigallia che sprofonda in un magma oscuro per poi risalire e caricarsi di una qual certa gioia nella catarsi mista alla malinconia di quel verso “Addio cuore che aspettavi l’estate e l’estate è già qui” .

Dudù, dedicata alla tata di Capo Verde, nel fondere ricordi di infanzia e riflessione sociale (“Ci sembravi contenta /ma eri triste da prima però Dudù/pulivi casa e ridevi, ci svegliavi e ridevi/e di notte piangevi”) inizia con battiti afro e poi corre a cercare nei ricordi al ritmo di accelerazioni di sintetizzatore.

Che male c’è, con il testo di Valerio Mastandrea, ispirata alla drammatica storia di Federico Aldrovrandi, riesce a fondere la leggerezza dei 18 anni accarezzati appena da Federico e dalle note  con un durissimo j’accuse.

Il disco si chiude con A cuor leggero, un piccolo incanto che racchiude la primavera e l’autunno di un amore in un origami sonoro.

Il pregio principale di Ciao Cuore è la levigatezza della sua superficie sonora che, nonostante i diversi cambi di registro, rende il lavoro un unicum armonico ma non monocorde. E così lo si ascolta una volta, poi due, poi diventa difficile smettere e ogni volta si nota qualcosa di nuovo, come a conquistare la tessera di un mosaico più ampio.

Track List

  • So Delle Cose Che So
  • Niente Mi Fa Come Mi Fai Tu
  • Bella Quando Vuoi
  • Backliner
  • Le Donne Di Destra
  • Ciao Cuore
  • Dudù
  • Che Male C’è
  • A Cuor Leggero

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