Pippo Pollina Fra guerra e pace
2025 - Storie di Note
Più che raccontare una sola storia, l’album costruisce un percorso fatto di undici tappe, ciascuna legata a esperienze e contesti diversi, ma unite da una stessa tensione: opporsi alla violenza attraverso la memoria, la parola e la musica. Non è un caso che emergano riferimenti a luoghi e figure simboliche della resistenza di ogni tempo e in ogni luogo, come l'attivista tedesca che lottò contro il nazismo Sophie Scholl, nella emozionante Rosabianca, o l’ex presidente uruguaiano Pepe Mujica, in Hasta siempre!, evocati quali esempi concreti di dignità e impegno.
Dal punto di vista musicale, il disco alterna registri differenti, ma sempre senza perdere coerenza; l'arrangiamento, a opera dello stesso Pollina e di Martin Kälberer, infatti, passa da atmosfere più intime a momenti dal respiro ampio, a tratti quasi orchestrale, grazie alla presenza degli archi, ma spaziando anche tra influenze rock, richiami jazz e suggestioni sudamericane. Questa varietà contribuisce a mantenere vivo l’ascolto e a dare ulteriore attrattiva e sostanza ai testi, che restano sempre al centro del progetto.
Tra i brani, alcuni si distinguono per forza evocativa, come La notte dei cristalli, che fa dialogare passato e presente attraverso un intreccio di voci familiari, quelle dei due figli Julian e Madlaina Pollina, o Questo tempo insieme, costruito come un incontro artistico capace di trasformarsi in riflessione collettiva, grazie al prezioso intervento dei musicisti siciliani Marcello Mandreucci, Alfonso Moscato, Raquel Romeo. In entrambi i casi, la musica non si limita ad accompagnare le parole, ma ne amplifica il significato, come succede anche in Fra i petali del girasole, che, scritta col cantautore Luigi Mariano, accende di nuovo i riflettori sulla guerra in Ucraina.
Pollina conferma così una poetica coerente con il suo percorso, che affonda le radici nella tradizione dei grandi cantautori italiani, ma che, grazie alla lunga convivenza con diversi tipi di pubblico all’estero, acquista una cifra originale. Ne emerge un lavoro compatto e stratificato, che, senza offrire risposte facili, suggerisce una direzione precisa: custodire la memoria e continuare a credere che la convivenza sia un’alternativa concreta, come testimonia l'energica Free Palestina, in cui Pollina non teme di manifestare il proprio pensiero con decisione, prendendo posizione, in difesa degli "occhi neri" dei palestinesi, che ci invita a "guardare bene", per non fuggire di fronte all'evidenza della violenza. La scelta di pubblicare il disco esclusivamente in formato fisico va nella stessa direzione: rallentare, invitare all’ascolto integrale, sottrarsi alla logica del consumo rapido. Un gesto coerente con il contenuto dell’album, che chiede attenzione e partecipazione.
