Bar casablanca<small></small>
Italiana

Pippo Pollina Bar casablanca

2005 - STORIE DI NOTE

10/03/2005 di Christian Verzeletti

#Pippo Pollina#Italiana

Pippo Pollina è un caso: questo cantautore di origini siciliane ha una storia tipicamente italiana, nonostante sia più conosciuto all’estero che in patria. Dopo aver interrotto una carriera avviata con gli Agricantus, lascia l’Italia nel 1985 per trovare sbocchi non solo artistici; ritorna dodici anni dopo con “Il giorno del falco” e con tanta musica alle spalle. Solo nel 2003 però Pollina balza all’occhio del grande pubblico, quando, allegata ad una rivista di musica, esce una compilation dei suoi brani che lo presenta come il cantautore italiano che ha venduto centinaia di migliaia di copie all’estero: il cd va esaurito nelle edicole e in molti cominciano a chiedersi chi sia Pollina.
Nonostante tutto questo, capita raramente di trovarlo nominato tra i cantautori italiani, quasi che la considerazione nei suoi confronti sia sminuita dall’aver scelto l’estero. Come nel caso di alcuni calciatori di talento, si pensi a Gianfranco Zola per esempio, la musica di Pollina sta però tornando alla ribalta disco dopo disco o, mantenendo il paragone col mondo del calcio, goal dopo goal.
Ancora gli mancava una vittoria di quelle pesanti e “Bar Casablanca” sicuramente lo è: concepito inizialmente come un disco dal vivo, l’album non ha raggiunto una qualità di suono e d’esecuzione sufficienti e si è trasformato in una raccolta di inediti in studio, come ammesso dallo stesso autore.
Nemmeno i fans di Pollina avranno però da dispiacersi, perchè “Bar Casablanca” non ha nulla da invidiare ad un live: registrato al Piccolo Auditorium della Storie di Note, il disco ha un suono che valorizza i singoli strumenti, come se questi fossero stati colti a suonare nel silenzio di in un teatro vuoto.
Pollina offre prove di grande autoralità, carezzando la canzone d’autore e la musica leggera italiana: le prime cinque canzoni sono una serie di perle, ognuna col suo colore, da uno struggere strumentale ad uno swing delicato e leggero. Ne “La ballata della moda” poi dà il meglio di sé sfoggiando un’interpretazione ironica e drammatica d’altri tempi: è la voce di un cantautore errante, che attraversa luoghi e storie e si fa a sua volta attraversare dalla loro leggera brezza.
Fondamentali sono la fisarmonica di Antonello Messina e soprattutto i sax e clarinetti di Javier Girotto nel dare un fiato ad ogni canzone.
Dalla Svezia all’Argentina, da Vancouver a Parigi, da Montevideo alla provincia italiana, il disco è un crocevia di andate e ritorni, di modi di cantare e di raccontare filtrati da un unico sguardo. Pezzi come “Il cameriere del Principato” e “Passaggio a Pècs” mantengono viva la lezione del cantautorato italiano: ogni traccia scorre senza che ci si accorga della durata e della quantità dei brani, portandosi dentro un’esperienza che non va misurata, ma comunicata.
Il disco si conclude poi con due piccoli casi: “Versi per la libertà”, cantata quasi a cappella, con la voce di Pollina che si alza coraggiosa sopra l’ingiustizia, e “Semiseria proposta di matrimonio”, che è un saluto, un inchino al pubblico, questo sì davvero dal vivo.
Insomma, è proprio il caso di dirlo: ora Pippo Pollina è tornato alla grande.

Track List

  • LA LUCE DI NORRÖRA|
  • L´ ORGANETTO DI MONTMARTRE|
  • BOSSA IN VIAGGIO|
  • LA PIOGGIA DI VANCOUVER|
  • LA BALLATA DELLA MODA|
  • PETITE CHANSON D´AMOUR|
  • BAR CASABLANCA|
  • NOSTALGIA DE TANGO|
  • CHIARAMONTE GULFI|
  • ANCHE QUANDO|
  • IL PIANISTA DI MONTEVIDEO|
  • IL CAMERIERE DEL PRINCIPATO|
  • PASSAGGIO A PÈCS|
  • VERSI PER LA LIBERTÁ|
  • SEMISERIA PROPOSTA DI MATRIMONIO (live)

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