Pippo Pollina

live report

Pippo Pollina Bergamo

06/05/2006 di Christian Verzeletti

#Pippo Pollina#Italiana#Canzone d`autore

PIPPO POLLINA

06 maggio 2006
AUDITORIUM PIAZZA LIBERTÁ (BG) Grazie alla rassegna "Dal cuore della città", dedicata a Ian Curtis dei Joy Division, si sono visti a Bergamo una manciata di concerti di alcuni degli artisti italiani più interessanti degli ultimi anni da Cristina Donà ai Diaframma, dai Baustelle a Pacifico per chiudere con Pippo Pollina.
Il cantautore siciliano ha portato nell'affollata sala dell'Auditorium il suo spettacolo "Racconti e canzoni". Accompagnato da Enzo Sutera alle chitarre e da Serena Bandoli al canto e alla voce narrante, Pollina si è esibito davanti ad un pubblico appassionato e partecipe confermandosi come uno dei cantautori segretamente più amati del nostro paese.
Il set è stata un'alternanza di musica e letture con una voce che cantava e un'altra che recitava pensieri, poesie, insomma quegli stessi racconti di vita di cui le canzoni di Pollina sono fatte. Su un palco spoglio i tre protagonisti si sono esibiti quasi commossi dal calore del pubblico e della loro stessa musica.
Più che introdurre la serata, le iniziali "Banneri" e "Marrakesh" hanno subito schiuso l'anima errante di Pippo Pollina, uno che ha fatto il giro del mondo con la chitarra in spalla, suonando nei teatri o improvvisando nelle stazioni. Le sue composizioni oggi costituiscono una piccola risacca di malinconie e di ideali ancora vivi, un prezioso rifugio in cui gli appassionati della buona canzone italiana amano tornare. A suo agio in un contesto raccolto, Pollina ha toccato i presenti cominciando a stupire con una cover di "Vorrei incontrarti" di Alan Sorrenti (1972) in cui ancora una volta ha dato prova di una voce limpida e potente, capace di andare oltre la semplice musica leggera.
Intensi i momenti centrati sulla storia del nostro paese come "Centopassi" dedicata a Pippo Fava, giornalista siciliano ucciso dalla mafia nel 1984, e "Versi per la libertà", introdotta da una lettura di "Un secolo di storia" di Ignazio Buttita (1970). Pollina e Sutera hanno dato prova anche di grande sensibilità strumentale esibendosi in un pezzo per chitarra e tamburello, con una prima parte alla Bruce Cockburn e una seconda più meridionale e trascinante.
Il concerto è andato man mano aprendosi: mentre Sutera contribuiva usando spesso il pedale, Pollina passava dalla chitarra al piano offrendo memorie dei suoi viaggi e spunti di poesia da vero chansonnier. "Leo" ha ricordato i tempi vissuti a Parigi in compagnia di George Moustaki, mentre "Amsterdam" ha avuto delle parti cantate in francese anche da Serena Bandolfi.
La lettura di "Generale, il tuo carro armato" di Bertold Brecht è stata spunto per la parte più politica della scaletta: "Sambadiò" che si è alzata con la voce di un folk leggero, "Il giorno del falco" che è stata introdotta dalle ultime parole di Salvador Allende e "Gracias a la vida" che ha raggiunto il culmine di un crescendo di speranza.
Richiamato a gran voce, Pollina ha regalato la gioiosa "Chiaramonte Gulfi", scandita dal pubblico, e una "Due di due", con parti in francese, in tedesco e in inglese che hanno riassunto il suo spirito internazionale. Poi ha salutato con una toccante versione di "Welcome home" di uno sconosciuto musicista di strada canadese, Bob Gold, ormai compagno di più di un viaggio.
Accolto da scrosci di applausi, Pollina è sceso dal palco diretto verso il suo pubblico con cui si è intrattenuto in un reciproco abbraccio: un piccolo gesto emblematico della forte umanità di questo cantautore e della sua musica. Scaletta:
BANNERI
MARRAKESH
VORREI INCONTRARTI
CENTOPASSI
VERSI PER LA LIBERTÁ
CHITARRA E TAMBURELLO
LEO
AMSTERDAM
SAMBADIÓ
IL PIANISTA DI MONTEVIDEO
IL GIORNO DEL FALCO
GRACIAS A LA VIDA

CHIARAMONTE GULFI
DUE DI DUE
WELCOME HOME