La Rosa Tatuata Scarpe
2014 - Club De Musique / IRD
Sono tornati, direi finalmente sono tornati !!
A otto anni dal loro ultimo album, Caino, ecco Scarpe, quarto album (oltre ad un EP), per La Rosa Tatuata, nome che è un omaggio all’omonimo film del 1955 con Anna Magnani, la band genovese attiva da oltre venti anni con significative e riuscite collaborazioni all’attivo (Gang, Yo Yo Mundi, Bubola, Bonfanti).
Dopo lo splendido Caino (2006), che in quell’anno aveva fatto incetta di premi (Premio MEI, Premio Ciampi, Premio Augusto Daolio, Targa Argento SIAE) era seguito un lungo periodo di silenzio legato alla prematura scomparsa per infarto nel 2008, a soli 38 anni, di Max Parodi il cantante fondatore della band, a cui è dedicato questo nuovo lavoro.
Con Scarpe dunque riprende il viaggio, un lungo cammino musicale ed umano per la band composta da Giorgio Ravera voce, chitarre, dobro, armonica e programmazioni, Massimiliano Di Fraia batteria e percussioni, Nicola Bruno basso, Massimo Olivieri chitarre e mandolino e Filippo Sarti sassofono e voci.
L’album è composto da dodici brani, undici di Giorgio Ravera e uno di Paolo Bonfanti, registrati in un antico casolare ristrutturato e trasformato per l’occasione in studio di registrazione, sul confine tra Liguria e Piemonte, e ci consegna un lavoro musicalmente ricco, denso di contaminazioni tra rock, folk, blues e canzone d’autore con profumi vintage che si respirano in molti brani, con bellissime canzoni e suonato splendidamente in compagnia di molti ospiti/amici a partire dal grande bluesman Paolo Bonfanti, Roberto Bongianino (Bonfanti Band), Martino Coppo e Paolo Terzitta (Red Wine), Claudio De Angeli ( Birkin Tree), Enrico Carpaneto (Blues Gamblers), John Egenes, David Frew (An Emotional Fish),Trevor (Sadist).
L’inizio con Terre di confine è alla grande, un folk-rock con la grande fisarmonica di Bongianino in evidenza che ci ricorda i migliori Gang, quelli di Storie d’Italia, Bei tempi andati, scritta da Paolo Bonfanti, con un basso pulsante e organo Hammond ha un grande ritmo, mentre Aprimi le ali, lenta, sofferta e sanguigna ballata con sapori blues, con lo splendido organo Hammond di Andrea Manueli e il sax di Filippo Sarti a creare splendide atmosfere nere, notturne è uno dei momenti migliori del disco.
Il lato cantautorale emerge in due splendidi brani: Tutto quello che arriverà, con un grande mandolino di Martino Coppo (a proposito non perdetevi il recente bel disco che ha fatto con Paolo Bonfanti, Friend of a Friend) dove risulta evidente l’influenza di Massimo Bubola e Danzando con i tuoi demoni, grande ed emozionante ballata senza tempo.
Ci sono momenti più rock come In fondo allo specchio dove si “sente” Paolo Bonfanti alla chitarra e Non c’è più fame dove emerge la chitarra di David Frew e il cantato in inglese di Trevor.
Il lavoro si chiude con altri due ottimi brani come la title-track Scarpe un rock-blues a mille e Tutti cercano tenue ballata acustica, delicata ed emozionante, con una struggente fisarmonica in primo piano.
Scarpe è sicuramente una boccata di aria pura, fresca, frizzante, con splendide canzoni suonate alla grande che lasciano il segno, energia, poesia, cuore e passione per un disco che non si vorrebbe più togliere dal lettore, un grande ritorno che ci far stare meglio.
Ci sono mancati molto in questi anni e speriamo di non dover aspettare altri otto anni per un nuovo disco de La Rosa Tatuata. Fortemente consigliato.
Non perdeteveli dal vivo al Buscadero Day, il 27 luglio a Pusiano (CO).
A otto anni dal loro ultimo album, Caino, ecco Scarpe, quarto album (oltre ad un EP), per La Rosa Tatuata, nome che è un omaggio all’omonimo film del 1955 con Anna Magnani, la band genovese attiva da oltre venti anni con significative e riuscite collaborazioni all’attivo (Gang, Yo Yo Mundi, Bubola, Bonfanti).
Dopo lo splendido Caino (2006), che in quell’anno aveva fatto incetta di premi (Premio MEI, Premio Ciampi, Premio Augusto Daolio, Targa Argento SIAE) era seguito un lungo periodo di silenzio legato alla prematura scomparsa per infarto nel 2008, a soli 38 anni, di Max Parodi il cantante fondatore della band, a cui è dedicato questo nuovo lavoro.
Con Scarpe dunque riprende il viaggio, un lungo cammino musicale ed umano per la band composta da Giorgio Ravera voce, chitarre, dobro, armonica e programmazioni, Massimiliano Di Fraia batteria e percussioni, Nicola Bruno basso, Massimo Olivieri chitarre e mandolino e Filippo Sarti sassofono e voci.
L’album è composto da dodici brani, undici di Giorgio Ravera e uno di Paolo Bonfanti, registrati in un antico casolare ristrutturato e trasformato per l’occasione in studio di registrazione, sul confine tra Liguria e Piemonte, e ci consegna un lavoro musicalmente ricco, denso di contaminazioni tra rock, folk, blues e canzone d’autore con profumi vintage che si respirano in molti brani, con bellissime canzoni e suonato splendidamente in compagnia di molti ospiti/amici a partire dal grande bluesman Paolo Bonfanti, Roberto Bongianino (Bonfanti Band), Martino Coppo e Paolo Terzitta (Red Wine), Claudio De Angeli ( Birkin Tree), Enrico Carpaneto (Blues Gamblers), John Egenes, David Frew (An Emotional Fish),Trevor (Sadist).
L’inizio con Terre di confine è alla grande, un folk-rock con la grande fisarmonica di Bongianino in evidenza che ci ricorda i migliori Gang, quelli di Storie d’Italia, Bei tempi andati, scritta da Paolo Bonfanti, con un basso pulsante e organo Hammond ha un grande ritmo, mentre Aprimi le ali, lenta, sofferta e sanguigna ballata con sapori blues, con lo splendido organo Hammond di Andrea Manueli e il sax di Filippo Sarti a creare splendide atmosfere nere, notturne è uno dei momenti migliori del disco.
Il lato cantautorale emerge in due splendidi brani: Tutto quello che arriverà, con un grande mandolino di Martino Coppo (a proposito non perdetevi il recente bel disco che ha fatto con Paolo Bonfanti, Friend of a Friend) dove risulta evidente l’influenza di Massimo Bubola e Danzando con i tuoi demoni, grande ed emozionante ballata senza tempo.
Ci sono momenti più rock come In fondo allo specchio dove si “sente” Paolo Bonfanti alla chitarra e Non c’è più fame dove emerge la chitarra di David Frew e il cantato in inglese di Trevor.
Il lavoro si chiude con altri due ottimi brani come la title-track Scarpe un rock-blues a mille e Tutti cercano tenue ballata acustica, delicata ed emozionante, con una struggente fisarmonica in primo piano.
Scarpe è sicuramente una boccata di aria pura, fresca, frizzante, con splendide canzoni suonate alla grande che lasciano il segno, energia, poesia, cuore e passione per un disco che non si vorrebbe più togliere dal lettore, un grande ritorno che ci far stare meglio.
Ci sono mancati molto in questi anni e speriamo di non dover aspettare altri otto anni per un nuovo disco de La Rosa Tatuata. Fortemente consigliato.
Non perdeteveli dal vivo al Buscadero Day, il 27 luglio a Pusiano (CO).
