live report
La Rosa Tatuata Da Trapani ( Pavia )
di Elena Bertoni
Concerto del 08/02/2015
Domenica 8 Febbraio "Da TRapani" è stata la volta dei genovesi della La Rosa Tatuata, sicuramente una delle migliori band italiane indipendenti, che vanta collaborazioni con altri grandissimi della musica italiana, dai Gang a Massimo Bubola, a Paolo Bonfanti solo per citarne alcuni, che a Pavia presenta sia i brani tratti dall’ultimo album Scarpe che quelli dei loro precedenti lavori Caino, uscito otto anni fa e Bandiera Genovese del 2002.
L’atmosfera del Trapani mette subito a proprio agio i musicisti “sembra di stare nel salotto di casa di Filippo” esordisce Giorgio Ravera, prima di iniziare un concerto che si rivela subito coinvolgente e destinato a suscitare un entusiasmo sempre crescente negli spettatori.
Decisamente di grande spessore e densi di significato tutti i brani eseguiti dai “tatuati” con grande professionalità e passione, con testi senza fronzoli e che hanno sempre qualcosa da dire, testi ricchi di immagini, che ci fanno sognare, in cui è spesso presente il mare con la sua forza e la sua energia, ma anche la sua calma, e una musica che spazia tra rock, folk e blues, da Terre di Confine, il primo brano tratto da Scarpe, ad Aprimi le ali, e poi, Tutto quello che arriverà, Triora, paese sopra Arma di Taggia dove nei secoli antichi ci fu una storia di donne e diavoli.
La commozione si fa palpabile durante la bellissima Quello che ci capisci, dedicata a Max Parodi, uno dei fondatori della band, morto prematuramente nel 2008 a soli 38 anni, “così se non ho scelto il porto di partenza come vuoi che della meta io ti possa parlare” seguita da Pasqua ‘44, dedicata ai 60 martiri dell’eccidio avvenuto nei pressi del passo del Turchino nel marzo del 1944 ad opera dei nazifascisti.
E come non citare Signore dei Falliti (canzone che ha vinto diversi prestigiosi premi), Caino, Scarpe, Vento di sale. Insomma una ventina di canzoni una più bella dell’altra, miele per le orecchie dell’attentissimo pubblico entusiasta e commosso.
E che dire della simpatia e della bravura del frontman Giorgio Ravera, dalla voce sicura, autore anche di buona parte dei pezzi, e di tutti gli altri componenti della band: Massimiliano Di Fraia alla batteria, Filippo Sarti, sassofono e voci, Andrea Manuelli alla fisarmonica, Massimo Olivieri alla chitarra elettrica ed il cucciolo della band, il ventenne Michael Tabarroni al basso, tutti veramente bravissimi e in perfetta sintonia tra di loro.
Insomma un grandissimo concerto, carico di emozioni, commozione e divertimento grazie anche ai simpatici siparietti tra i componenti del gruppo. Tanto di cappello ad una band italiana che riesce a regalarci questi momenti che ci riconciliano con il mondo. Sicuramente siamo usciti tutti dal concerto “Matti abbastanza” e più sereni.
Grazie alle canzoni, ai musicisti e allo staff di “Da Trapani”!
Fotografie di : Giuseppe Verrini
L’atmosfera del Trapani mette subito a proprio agio i musicisti “sembra di stare nel salotto di casa di Filippo” esordisce Giorgio Ravera, prima di iniziare un concerto che si rivela subito coinvolgente e destinato a suscitare un entusiasmo sempre crescente negli spettatori.
Decisamente di grande spessore e densi di significato tutti i brani eseguiti dai “tatuati” con grande professionalità e passione, con testi senza fronzoli e che hanno sempre qualcosa da dire, testi ricchi di immagini, che ci fanno sognare, in cui è spesso presente il mare con la sua forza e la sua energia, ma anche la sua calma, e una musica che spazia tra rock, folk e blues, da Terre di Confine, il primo brano tratto da Scarpe, ad Aprimi le ali, e poi, Tutto quello che arriverà, Triora, paese sopra Arma di Taggia dove nei secoli antichi ci fu una storia di donne e diavoli.
La commozione si fa palpabile durante la bellissima Quello che ci capisci, dedicata a Max Parodi, uno dei fondatori della band, morto prematuramente nel 2008 a soli 38 anni, “così se non ho scelto il porto di partenza come vuoi che della meta io ti possa parlare” seguita da Pasqua ‘44, dedicata ai 60 martiri dell’eccidio avvenuto nei pressi del passo del Turchino nel marzo del 1944 ad opera dei nazifascisti.
E come non citare Signore dei Falliti (canzone che ha vinto diversi prestigiosi premi), Caino, Scarpe, Vento di sale. Insomma una ventina di canzoni una più bella dell’altra, miele per le orecchie dell’attentissimo pubblico entusiasta e commosso.
E che dire della simpatia e della bravura del frontman Giorgio Ravera, dalla voce sicura, autore anche di buona parte dei pezzi, e di tutti gli altri componenti della band: Massimiliano Di Fraia alla batteria, Filippo Sarti, sassofono e voci, Andrea Manuelli alla fisarmonica, Massimo Olivieri alla chitarra elettrica ed il cucciolo della band, il ventenne Michael Tabarroni al basso, tutti veramente bravissimi e in perfetta sintonia tra di loro.
Insomma un grandissimo concerto, carico di emozioni, commozione e divertimento grazie anche ai simpatici siparietti tra i componenti del gruppo. Tanto di cappello ad una band italiana che riesce a regalarci questi momenti che ci riconciliano con il mondo. Sicuramente siamo usciti tutti dal concerto “Matti abbastanza” e più sereni.
Grazie alle canzoni, ai musicisti e allo staff di “Da Trapani”!
Fotografie di : Giuseppe Verrini