live report
La Rosa Tatuata L'amicizia che vince il tempo: un live de La Rosa Tatuata dopo sei anni al Black Inside
di Laura Bianchi
Concerto del 21/11/2025
Quando si può dire che un'amicizia finisca per sempre? Quelli de La Rosa Tatuata una risposta l'avrebbero: mai. E la risposta arriva stasera, in un Black Inside che, per la chiusura della rassegna Autunno Visionario, ospita la band ligure che si ritrova dopo ben sei anni di assenza dalle scene. Certo, c'è stata la pandemia, ci sono stati problemi vari, ma qui, stasera, il gruppo è più che mai intenzionato a ribadire che no, un'amicizia non può finire, se si fonda sul rispetto reciproco e sulla voglia di suonare insieme.
Così, ecco Giorgio Ravera (voce, chitarre), Massimiliano Di Fraia (batteria), Filippo Sarti (sax e aggeggi), Michael Tabarroni (basso), Massimo Olivieri (chitarra, lap steel) e Andrea Manuelli (tastiere e fisarmonica), pronti a riprendere un discorso iniziato decenni fa e proseguito nel segno della coerenza, con testi in italiano, che evocano maestri come i conterranei De André e Fossati, pur senza mai scimmiottarli, ma che sanno anche di America, tra Springsteen e Dylan, a tingere di colori senza tempo le loro canzoni. Merito della penna di Ravera, che confeziona testi profondi e tesi come un filo teso sulle nostre nevrosi, ma che, con grande autoironia, confessa paure e dubbi, smorzati dal puro piacere di vivere di Sarti, sorriso contagioso e battuta pronta come solo una grande spalla sa fare, oltre che sax potente e seconda voce incisiva. E la prossima volta date un microfono anche a Olivieri, che canta ogni brano con grande trasporto, e non incanta solo con lap steel ed elettrica sempre precise.
Dall'ultimo disco Scarpe (2014, sarebbe ora di aggiornare la discografia...) la band ripropone otto brani, tra cui la splendida Terre di confine, che dipinge il vivere nell'entroterra ligure, come emblema del vivere nell'entroterra dei nostri tempi, e in cui la fisarmonica di Manuelli non fa rimpiangere quella della versione originale di Roberto Bongianino:
Ma molti altri sono i momenti esaltanti, dagli omaggi ai Gang (Dove scendono le strade) o a Bubola (Doppio lungo addio) sempre guidati dalla voce di Ravera, che si incrina per l'emozione, come quando ricorda l'amico e voce del gruppo, Max Parodi, morto improvvisamente a soli 38 anni, dedicandogli Vento di sale, con un'efficace background di Sarti. Tutta la band sembra suonare da anni ogni giorno, tanto è l'affiatamento che si percepisce dal palco: la chitarra alla Knopfler di Olivieri su In piena luce, il basso metronomo di Tabarroni in Che ne sarà di noi, il tappeto di tastiere sul blues Aprimi le ali, e sul tutto la potente ritmica di Di Fraia, che sparge spezie sulle pietanze già saporite di un rock viscerale e raffinato insieme.
E, visto che stasera è l'amicizia a dettare le regole, arriva sul palco il grande amico e maestro, Paolo Bonfanti, che, sorridente e grintoso, sfodera tutta la sua abilità nel dosare i suoi sapienti tocchi di elettrica e i suoi assolo in più di un brano, tra cui un sorprendente quasi rap Facile, Bei tempi andati, e un'intensa Il verso delle cose, che lo rivelano, se mai ce ne fosse bisogno, anche grande autore e cantante.
In ogni amicizia c'è anche una promessa; e la band la insinua fin dall'inizio, proponendoci alcuni nuovi brani, mai registrati su disco, come la trascinante Nessuna rete attiva, o Cammino sulle acque, che ha il sapore del disorientamento vissuto da tutti durante la pandemia, ma ha anche la forza della speranza, riposta in noi, che aspetta solo di farsi trovare. Ravera racconta la genesi del brano e del video fatto da lui proprio in tempi di isolamento, e percepiamo la sua trepidazione nel proporre il brano, accolto con entusiasmo da tutti.
Mentre la band regala ben tre bis, con Bonfanti sempre sul palco, la promessa diventa speranza: che La Rosa Tatuata torni in giro, e ci faccia stare bene, per due ore e mezza di rock intelligente, sano, ben suonato. Noi ci saremo ad applaudirli.
FOTO GALLERY DI ROBERTO SASSO
SETLIST
NESSUNA RETE ATTIVA
A CONTI FATTI
QUELLO CHE CI CAPISCI
TERRE DI CONFINE
OGNI NOTTE D'ESTATE
CAMBIAMENTI
IL VERSO DELLE COSE
FACILE
IL LATO OSCURO
IL GIARDINO DELLE ROSE GIGANTI
APRIMI LE ALI
IN FONDO ALLA TUA VIA
DOVE SCENDONO LE STRADE
IN PIENA LUCE
TRIORA
VENTO DI SALE
SIGNORE DEI FALLITI
SOTTO IL SEGNO DI CAINO
SCARPE
DOPPIO LUNGO ADDIO
CAMMINO SULLE ACQUE
BEI TEMPI ANDATI
BIS
TUTTI CERCANO
TUTTO QUEL CHE ARRIVERA'
MATTO ABBASTANZA