John Strada Meticcio
2014 - New Model Label
Meticcio è il sesto album di John Strada (vero nome Gianni Govoni ) ruspante rocker della provincia emiliana, con venticinque anni di musica alle spalle ed esperienze di vita negli Stati Uniti e a Londra ma con solide radici nella sua terra d’origine.
John è un grande artigiano del rock che non ha mai fatto dischi memorabili ma sempre comunque di buona qualità e sempre molto godibili e trascinanti. Appassionato del grande rock americano, Bruce è l’amore di una vita, le sue semplicità, onestà, genuinità e grande passione lo hanno portato ad un’intensa attività live, sempre on the road con la sua fidata band, The wild Innocents, a suonare sia elettrico che acustico in concerti sempre caldi e pieni di energia come la musica che propone.
Già dalla bella copertina, una strada di pianura della bassa padana, jeans, stivaletti, Fender Telecaster e un cane, il meticcio della situazione, si intuisce che cosa ci aspetta nel disco.
John Strada propone dunque un rock diretto, immediato, tosto, senza fronzoli, riff chitarristici, assoli, suono vintage, un grande uso di Hammond , suonato splendidamente da Daniele De Rosa, ma anche sapori soul e irlandesi e testi che parlano di quotidianità, di problemi di coppia, di sogni infranti, di voglia di fuga ma anche di un grande amore per la propria terra e per le proprie radici.
L’ inizio è alla grande con Magico energica e pulsante e Chi guiderà, quasi gridata più che cantata, un inno che dal vivo trascinerà sicuramente il pubblico, per continuare con Rido grande ballata rock, con venature soul e con uno splendido assolo di Hammond, Torno a casa,il bilancio di una vita, brano scelto come singolo per spingere l’album, con un ritornello maledettamente orecchiabile che ti rimane subito in mente.
Promesse, con la sua storia di speranze, illusioni, delusioni è una ballata pianistica delicata e lenta, quasi un’isola tranquilla dopo tanto rock suonato a mille, Tiramola, soprannome dialettale del paese dell’autore, XII Morelli frazione di Cento , è l’unica canzone cantata in dialetto, un folk-rock che ricorda i MCR e i Mè, Pèk e Barba, con una fisarmonica in evidenza ed il ritornello ispirato a This land is your land di Woody Guthrie , mentre Nella nebbia mostra lo sconfinato amore per la propria terra, tra fisarmoniche e mandolino dai forti sapori irlandesi.
Chiudono il disco Sanguepolvere, brano sofferto, cupo, gridato e rabbioso, a tratti epico, dedicato al terremoto che ha colpito nel Maggio 2012 l’Emilia, l’epicentro era infatti a pochi chilometri dal paese dell’artista, e la conclusiva E’ Natale in Maghreb , ballata delicata e dolce , pura poesia contro il razzismo e tutte le ipocrisie che lo accompagnano .
Niente di speciale, niente di nuovo, ma ci sono gradevoli canzoni ed è sempre un bel sentire tra assoli di chitarra e di Hammond e la voce forte e sincera di John Strada .
Abbiamo bisogno di artisti come John Strada, e proprio dalla provincia emiliana, sana e genuina, ci arriva un’altra bella testimonianza.
Tra la via Emilia e l’America ancora un incontro che alimenta il grande amore per il rock.
