Quietly Blowing It<small></small>
Americana • Folk

Hiss Golden Messenger Quietly Blowing It

2021 - Merge (distr. Goodfells)

01/07/2021 di Laura Bianchi

#Hiss Golden Messenger#Americana#Folk

Quietly Blowing It è il dodicesimo album di Hiss Golden Messenger, il progetto guidato da M.C. Taylor, il singer songwriter del North Carolina, che torna a proporre un lavoro due anni dopo Terms of Surrender, nomination ai Grammy 2019 per il Best Americana Album.

Il solco segnato da quel fortunato disco non è abbandonato, grazie all'equilibrio e all'impegno di un musicista schietto, profondo e onesto, che conosce alla perfezione il proprio cammino e lo percorre con passo sicuro, non facendo altro se non chiederci di seguirlo, con calma e gentilezza, tipica di chi ha osservato a lungo l'uomo e il mondo odierno, e sa raccontare l'uno e l'altro in modo diretto.

Se si potesse sintetizzare Quietly Blowing It con un solo aggettivo, questo sarebbe "caldo". Un calore forte, come il ceppo di un focolare, che brucia piano, ma incessantemente, riscalda e illumina, facendoci sentire parti di un tutto unico, un grande corpo, che non è tanto l'umanità, quanto la natura. Anche i testi seguono la stessa linea; si ascolti Hardlytown per capire la direzione che Taylor intende imprimere ad essi. Versi come "They’ll say we’ll understand it / Better some day / But who was it said that? / He never worked a day” colpiscono duro, e spingono l'ascoltatore ad alzare la testa, a tornare a sognare un'epoca di impegno e lotte civili, nel solco di un perfettamente metabolizzato Dylan, e della sua Band, presenti proprio in questa traccia, sia nell'armonica, sia nel ritmo.

Il lockdown ha fatto molto pensare Taylor, lo ha costretto a fermarsi, ad ascoltare altri artisti, a rielaborare le proprie meditazioni e a proporle in un pugno di canzoni mature e profonde, che ci conducono in una navigazione che potrebbe sembrare difficoltosa, in tempi difficili, ma che, con la poesia, diventa un'esperienza da compiere, un passaggio necessario e anzi utile.

Ascoltare If It Comes in the Morning, sorretta da un sax, da un dobro e da un coro che fa ricordare il migliore soul delle Staples Singers, fa davvero bene all'anima, e ci spinge verso la speranza, con il proprio potenziale di rigenerazione e di forza. Seguire la storia di un ragazzo di Nottingham, che in un carcere scopre di essere un asso della corsa, in Glory Strums (The Loneliness of the Long-Distance Runner), tratto da un racconto di Alan Sillitoe, fa sorgere più di un interrogativo sul senso della vita, sottolineato da una linea armonica in cui la chitarra dialoga con l'armonica e con la calda voce di Taylor.

Tutto questo sarebbe  impossibile senza gli altri abitanti del suo Sanctuary, lo studio dove prende forma la musica: Brad Cook alle voci, Phil Cook al dobro, organo, Wurlitzer, piano, chitarra, Matt Douglas al sax, Scott Hirsch al basso e  Matt McCaughan alla batteria costruiscono un tappeto sonoro adatto per il sentiero tracciato, infondendo lo stesso calore che emana dai versi e che ci accompagnerà a lungo, in questi tempi difficili. Il nostro viatico siano i versi di If It Comes in the Morning: “Now brother, don't break it / Count up our losses / Lay a rose at the crosses/ And hope, hope is contagious".

 



 



 

Track List

  • Way Back in the Way Back
  • The Great Mystifier
  • Mighty Dollar
  • Quietly Blowing It
  • It Will If We Let It
  • Hardlytown
  • If It Comes in the Morning
  • Glory Strums (Loneliness of the Long-Distance Runner)
  • Painting Houses
  • Angels in the Headlights
  • Sanctuary