FONDERIA<small></small>
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Fonderia

FONDERIA

2005 - BIZ
26/07/2005 - di
La Fonderia è un gruppo romano che nasce nel 1994 e che da allora non ha mai smesso di crescere, maturare ed affinarsi. Dal 2001 con l’arrivo di Luca Pietropaoli (tromba, flicorno, contrabbasso), che si aggiunge ad Emanuele Bultrini (chitarre, elettronica, flauto tenore, zither, oud), a Federico Nespola (batteria, tabla, disco armonico, percussioni, campionatore) e a Stefano Vicarelli (piano, Hammond, Minimoog, Fender Rhodes, Clavinet, Theremin, synths) la band comincia a mettere insieme le idee per un disco.
Dall’insieme strumentale che maneggiano i quattro, oltre che dal nome del gruppo, si può iniziare a far luce sul concetto di musica sotteso al disco. La Fonderia prende suoni caldi dal rock, dal jazz, dalla musica etnica e dal funk, li rende liquidi, gli cambia la forma e poi li blocca raffreddandoli. Allontana le forme con l’uso degli strumenti elettronici. Il loro disco omonimo è datato 2003 e da questa data hanno raccolto molti successi. A cominciare dalla positività delle critiche uscite su molte riviste, non solo italiane, per continuare con la radio, fino all’aprile 2004 quando vincono il Premio Darwin per il miglior disco di musica di ricerca. Da settembre di quello stesso anno l’album è distribuito in tutto il mondo dalla BTF.
Partecipano all’Arezzo Wave dove presentano anche il loro primo videoclip, del brano “Piazza Vittorio”, un insieme di colori, sapori e suoni dedicato ad una delle piazze più multietniche di Roma. Realizzato da Officine 29 con la regia di Antonello Schioppa, il video si è aggiudicato alcuni giorni il Premio del Pubblico Technicolor al Caparbio Film Festival.
La vicinanza del gruppo al mondo del cinema dura da anni, soprattutto per la sonorizzazione di film muti e cortometraggi, ottenendo successi in rassegne dedicate a questo campo. Da tempo inoltre il gruppo lavora con Rodolfo Maltese del Banco esibendosi insieme nel corso di diversi concerti, ultimo il DVD “Tributo al Biglietto per L’Inferno” registrato a Lecco lo scorso Gennaio.
Le tinte sonore su cui si muove il disco le ho citate precedentemente, ma per parlarne veramente bisognerebbe prendere in esame ogni singolo brano, anzi ogni porzione di brano che viene trattato da ottimi strumentisti con un piglio speciale per la composizione. L’album della Fonderia è un insieme organico strumentale di suoni in movimento che i quattro articolano con molta eleganza e raffinatezza come le note di lontananza del flauto tenore in “Dante, at Last”.
Si ha la sensazione di uno strano procedere del suono, che si fa strato mobile e sottile sul quale l’ascoltatore può solo scivolare lento come in “Deep Blue”, dove gli arpeggi di chitarra creano un mondo intorno nuovo e surreale, accompagnati dalle note di Hammond C3 e degli strumenti elettronici.
È la sensazione di eco a dare continuità al disco, echi che ritornano, come se la memoria fosse una fonte che permette di spaziare e di aprire l’invenzione musicale a nuove modalità, nuove combinazioni e contaminazioni. Nuove fonderie.

Track List

  • Tevere|Dubbio II|Deep Blue|Piazza Vittorio|Dubarcord|Afa II|Ora Legale|Dante, at Last|Aniene|Statico

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