Evocante A Quiet Day
2025 - Dialettica Label/Tunecore/La Stanza Nascosta Records
Vincenzo Greco ha fatto bene, scegliendo come moniker Evocante; ogni sua produzione rispecchia infatti questa caratteristica. La sua musica evoca paesaggi sonori, che l'artista romano ha prima visto dentro di sé, poi vissuto nella produzione dei suoi lavori, e infine ha approfondito suonando i brani come se fossero parti di un continuum esistenziale. Dopo il fortunato Siamo esseri emozionali, dello scorso anno, e dopo una serie di concerti dedicati al nume tutelare Franco Battiato, su cui ha anche scritto un libro, eccolo tornare con un progetto molto ambizioso e intrigante.
Si tratta infatti di un disco strumentale, A Quiet Day, come se si continuasse il discorso iniziato con le canzoni del precedente lavoro, cercando una diversa via comunicativa: "sfrondati dalle parole", i brani acquistano una nuova autonomia, avvicinandosi al territorio della musica per film alla Hans Zimmer, e illustrano lo snodarsi di una giornata tranquilla, appunto, dall'alba alla notte, in cui Greco arreda le proprie giornate - stanze sonore di infinite sfumature, dalla tensione sinfonica di Sunshine fino agli echi orientali di Night. Un impegno notevole, sia per il compositore, sia per l'ascoltatore, entrambi ripagati da un senso di compiutezza e di intima simbiosi con la vita e con la natura.
Il progetto si arricchisce anche di una rilettura di Greco della celeberrima La domenica delle salme e di un libro, che sembra esistere autonomamente, ma che contiene in molti punti una sorta di guida all'ascolto del disco.

Il tempo moderno e i suoi inganni. Riflessioni critiche nella musica: Ferretti, De André, Battiato, Waters, edito da Arcana Edizioni, con prefazione di Paolo Benini, salda infatti le creazioni dell'artista in un unicum, che presenta la riflessione sul tempo nelle sue varie sfaccettature. Infatti, se, per ammissione dello stesso autore, il disco "si chiude con gli stessi suoni di apertura, proprio a rendere la circolarità del susseguirsi delle giornate", nel libro egli porta il lettore a pensare al tempo moderno, al nostro modo di intenderlo, ma anche a come i quattro artisti siano riusciti, da intellettuali e profeti, ad anticiparne l'evoluzione - o per certi versi involuzione -, insieme suggerendo strumenti critici e modalità per recuperare una dimensione antropologica più autentica e ricca. Anche per questo la rilettura del brano di De André si inserisce compiutamente nel senso che Greco vuole dare all'intero progetto, per la sua intatta caratteristica di "graffio al potere" e di critica al sistema pseudo democratico di ieri e di oggi, che anestetizza l'umanità, abituandola alle peggiori crudeltà e snaturando il senso stesso di tempo come unico tesoro che ci sia dato, come scriveva già Seneca.
Così l'autore, trattando di Waters, analizza la sua critica alla "lotta iniziata dall’uomo moderno per superare ogni limite, compreso quello del tempo, immergendosi nella corsa sempre più affrettata verso le scadenze delle cose da fare, corsa che in realtà porta all’alienazione e al definitivo schianto personale e sociale"; mentre, scrivendo di Ferretti, sottolinea la sua avversione "agli idoli che la modernità può creare. Falsi, dotati di un vuoto pneumatico, ingannevoli." E di Battiato propone una lettura imperniata sull'esigenza di spiritualità e sul ritorno alle origini, che "può aiutare a togliere quel velo che rende imprecisi e indefiniti i contorni della vita che viviamo."
In conclusione, un consiglio: leggere il libro ascoltando il disco; un modo completo per immergersi nell'atmosfera evocata da Evocante, e, chissà, per trovare "un'altra vita".
Si tratta infatti di un disco strumentale, A Quiet Day, come se si continuasse il discorso iniziato con le canzoni del precedente lavoro, cercando una diversa via comunicativa: "sfrondati dalle parole", i brani acquistano una nuova autonomia, avvicinandosi al territorio della musica per film alla Hans Zimmer, e illustrano lo snodarsi di una giornata tranquilla, appunto, dall'alba alla notte, in cui Greco arreda le proprie giornate - stanze sonore di infinite sfumature, dalla tensione sinfonica di Sunshine fino agli echi orientali di Night. Un impegno notevole, sia per il compositore, sia per l'ascoltatore, entrambi ripagati da un senso di compiutezza e di intima simbiosi con la vita e con la natura.
Il progetto si arricchisce anche di una rilettura di Greco della celeberrima La domenica delle salme e di un libro, che sembra esistere autonomamente, ma che contiene in molti punti una sorta di guida all'ascolto del disco.

Il tempo moderno e i suoi inganni. Riflessioni critiche nella musica: Ferretti, De André, Battiato, Waters, edito da Arcana Edizioni, con prefazione di Paolo Benini, salda infatti le creazioni dell'artista in un unicum, che presenta la riflessione sul tempo nelle sue varie sfaccettature. Infatti, se, per ammissione dello stesso autore, il disco "si chiude con gli stessi suoni di apertura, proprio a rendere la circolarità del susseguirsi delle giornate", nel libro egli porta il lettore a pensare al tempo moderno, al nostro modo di intenderlo, ma anche a come i quattro artisti siano riusciti, da intellettuali e profeti, ad anticiparne l'evoluzione - o per certi versi involuzione -, insieme suggerendo strumenti critici e modalità per recuperare una dimensione antropologica più autentica e ricca. Anche per questo la rilettura del brano di De André si inserisce compiutamente nel senso che Greco vuole dare all'intero progetto, per la sua intatta caratteristica di "graffio al potere" e di critica al sistema pseudo democratico di ieri e di oggi, che anestetizza l'umanità, abituandola alle peggiori crudeltà e snaturando il senso stesso di tempo come unico tesoro che ci sia dato, come scriveva già Seneca.
Così l'autore, trattando di Waters, analizza la sua critica alla "lotta iniziata dall’uomo moderno per superare ogni limite, compreso quello del tempo, immergendosi nella corsa sempre più affrettata verso le scadenze delle cose da fare, corsa che in realtà porta all’alienazione e al definitivo schianto personale e sociale"; mentre, scrivendo di Ferretti, sottolinea la sua avversione "agli idoli che la modernità può creare. Falsi, dotati di un vuoto pneumatico, ingannevoli." E di Battiato propone una lettura imperniata sull'esigenza di spiritualità e sul ritorno alle origini, che "può aiutare a togliere quel velo che rende imprecisi e indefiniti i contorni della vita che viviamo."
In conclusione, un consiglio: leggere il libro ascoltando il disco; un modo completo per immergersi nell'atmosfera evocata da Evocante, e, chissà, per trovare "un'altra vita".
