Silence is Rising<small></small>
Rock Internazionale • Alternative • folk jazz rock

Elisabeth Cutler Silence is Rising

2019 - Tasal Records / Galileo Music Communication

01/10/2020 di Gianni Zuretti

#Elisabeth Cutler#Rock Internazionale#Alternative #Filippo De Laura #Leander Reininghaus #Andy Bartolucci #Marco Siniscalco #Fabiano Lelli

Con colpevole ritardo recensiamo questo piccolo gioiello nascosto.

Elisabeth Cutler è una singer-songwriter di Boston che seguiamo e apprezziamo  da molti anni.  Giovanissima si trasferisce per  le prime esibizioni sull’altra costa, precisamente a Seattle, per spostarsi poi in California, quanto basta per calcare le orme e introitare lo stile di Joni Mitchell e di David Crosby e finire l’irrequieto vagabondare a Nashville, la Mecca della musica stelle e strisce (dove ha registrato quattro album).  Nel nuovo millennio avviene l’innamoramento per Roma e per  i Castelli romani dove infine si è stabilita e  ha trovato ciò che più cercava: bellezza, arte e cultura e, perché no, anche un po’ di Dolce Vita che non guasta mai!

Ma veniamo ad oggi, a quando Elisabeth, The Lady of The Roman Castles  (parafrasando la Mitchell, uno dei suoi riferimenti musicali più presenti sia nella voce che nel modo di comporre), giunge con questo Silence Is Rising al settimo album e, come da sua abitudine e da artista pignola e perfezionista quale è, ci propone un lavoro curatissimo nella produzione, negli arrangiamenti e soprattutto nelle canzoni che in alcuni casi  sono forse tra le migliori che abbia scritto in carriera.

Silence is Rising è un signor disco, elegante, ricco di suoni   e colori, un album testualmente ancor più introspettivo rispetto ai precedenti in quanto l’artista scava nel proprio intimo, lo fa  con nostalgia, dolore ma anche con grinta per ricercare, grazie al silenzio e all’isolamento, risorse  mentali e nervose per  affrontare un difficile momento per la  salute ed e forse esistenziale. E’ importante dire che il disco è comunque costruito su canzoni  “ariose” e solari. Come sempre la sua musica spazia tra folk, jazz e rock che si mischiano in un blend affascinante che totalmente avvolge l’ascoltatore.

La Cutler è chitarrista personalissima, (da sempre innamorata dello strumento si è, tra l’altro, perfezionata con quel mostro sacro che è Ralph Towner) usa accordi unici che “impone”  alla sua chitarra, un prototipo costruito da  Ken Parker, celeberrimo liutaio di Gloucester (Massachusetts), e la sua voce è magnetica, spesso usata con quel modo personalissimo di scandire le parole ponendo l’accento delle stesse proprio sul  ritmo in modo di tenere alta l’attenzione all’ascolto. Gli arrangiamenti, come si diceva,  sono ricchi, frutto anche del sapiente lavoro di Filippo De Laura, polistrumentista (qui suona anche una quantità di strumenti non usuali),  arrangiatore e produttore , ormai riferimento sicuro per la Cutler, peraltro già presente negli ultimi tre album. E’ della partita anche il talentuoso chitarrista tedesco (di estrazione krautrock) Leander Reininghaus, insieme alla importante sezione ritmica costituita da Marco Siniscalco al basso e Andy Bartolucci alle percussioni.

L’album è costituito da dieci canzoni che, come si diceva, colpiscono per la qualità della scrittura e dalle quali è difficile estrapolare il meglio, forse, si fanno preferire quelle maggiormente introspettive  e cantautorali che ci consegnano una melodia più diretta e memorizzabile come Awakening, la splendida title track Silence Is Rising e la delicata My Wildest Dreams ma è solo una personale preferenza  in un disco nella  sua interezza elegante, cospicuo, direi “regale” e in perfetta sintonia con  il portamento e l’animo di Elisabeth Cutler.

 



Track List

  • No One’s Woman
  • The Alchemy of Being Human
  • Table for One
  • Untouchable Man
  • I Had a Dream
  • Awakening
  • A Real Human Being
  • Silence is Rising
  • Sanctuary
  • My Wildest Dreams

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