Collettivo S.B.A.M. Il segreto di Penelope
2026 - S.B.A.M. Dischi
Il segreto di Penelope è una sorpresa. Non dal punto di vista della qualità artistica, perché già solo i nomi di Gaetano Nicosia e Tosello costituiscono una garanzia di ricerca non banale, ma dal punto di vista delle tematiche. E non perché ai componenti del Collettivo S.B.A.M. faccia difetto l’impegno civile, ma perché distrugge un luogo comune. Troppo spesso a prendersi a cuore pubblicamente tematiche legate alle problematiche femminili sono solo le donne. C’è voluto il femminicidio di Giulia Cecchettin perché alle manifestazioni del 25 novembre si vedessero anche uomini (perlomeno in modo tangibile). E invece ne Il segreto di Penelope troviamo artisti che si sono dedicati con tutta l’anima al sostegno dell’omonima associazione, che ha creato un laboratorio di artigianato sociale per donare uno spazio di incontro aperto e libero alle donne migranti. Il lavoro è dignità, è libertà da un passato da Corpi sommersi (Tosello). Arpeggi delicati raccontano un “corpo che non chiede salvezza se non di restare”.
Ecco l’uomo (Nicola Lotto), in apertura, richiama “la bestia umana” già citata da Francesco Guccini, ricorda l’abisso in cui sprofonda l’umanità quando esercita violenza e pensa solo al profitto. Il cantato, prima quasi parlato, sa farsi lancinante e disperato, con un qualcosa alla Fiumani, mentre cerca di allontanare da sé questo vorace sfruttamento dei più deboli. Quello che è protagonista di Appunti per la storia (Gaetano Nicosia), che avvilisce i migranti e ancora di più le donne migranti, per le quali Ulisse sembra non arrivare mai (E Ulisse? Nicola Lotto), che tessono e lottano aspettando il giorno del giudizio (Penelope Popforzombie). Quelle di cui ci si ricorda “solo quando mi pare”, ne La realtà occidentale, brano in cui l’intero Collettivo S.B.A.M. trasfigura E ti vengo a cercare di Franco Battiato, vestendola del cinismo della nostra presunta civiltà.
Il segreto di Penelope è un lavoro complesso, che richiede un ascolto attento, per leggere i testi, per cogliere i diversi livelli sonori e di significato. Ma ne verrete ripagati, e parteciperete anche voi alla tela.
Ecco l’uomo (Nicola Lotto), in apertura, richiama “la bestia umana” già citata da Francesco Guccini, ricorda l’abisso in cui sprofonda l’umanità quando esercita violenza e pensa solo al profitto. Il cantato, prima quasi parlato, sa farsi lancinante e disperato, con un qualcosa alla Fiumani, mentre cerca di allontanare da sé questo vorace sfruttamento dei più deboli. Quello che è protagonista di Appunti per la storia (Gaetano Nicosia), che avvilisce i migranti e ancora di più le donne migranti, per le quali Ulisse sembra non arrivare mai (E Ulisse? Nicola Lotto), che tessono e lottano aspettando il giorno del giudizio (Penelope Popforzombie). Quelle di cui ci si ricorda “solo quando mi pare”, ne La realtà occidentale, brano in cui l’intero Collettivo S.B.A.M. trasfigura E ti vengo a cercare di Franco Battiato, vestendola del cinismo della nostra presunta civiltà.
Il segreto di Penelope è un lavoro complesso, che richiede un ascolto attento, per leggere i testi, per cogliere i diversi livelli sonori e di significato. Ma ne verrete ripagati, e parteciperete anche voi alla tela.