Sparare a vista<small></small>
Italiana • Alternative • underground

Gaetano Nicosia Sparare a vista

2022 - FF Recordings

15/10/2022 di Arianna Marsico

#Gaetano Nicosia#Italiana#Alternative

Gaetano Nicosia è un avvocato che per più di vent’anni si è occupato di vicende legate alle mafie. Questo aver avuto necessariamente a che fare con il torbido, con le zone d'ombra se non di totale oscurità di qualcosa che forse non è più umanità, porta nel disco atmosfere cupe, spesso musicalmente vicine all’underground anni ‘70.

Ma la storia che Gaetano vuole raccontarci, con il suo secondo album Sparare a vista, non è una storia di mafia, almeno non di quella che siamo abituati a immaginare. La storia che fa da collante all’intero lavoro è quella di Lydia Franceschi, venuta a mancare nel 2021,  fiera staffetta partigiana, insegnante preside e madre. Madre di Roberto Franceschi, lo studente ucciso  il 23 gennaio 1973 da un colpo di pistola partito dalla Polizia, fuori dall’Università Bocconi, in attesa di un’assemblea del Movimento Studentesco. Dopo la lotta al Fascismo ecco che questa mirabile donna si è trovata a lottare per avere verità e giustizia per la morte del figlio. Come diversi casi mostrano (si pensi al caso Cucchi, diverso, eppure simile per il muro di gomma che ci si trova davanti) la strada è spesso ardua.  Ci sono voluti ventitre anni, per arrivare a un verdetto che non individuava i colpevoli materiali ma con cui lo Stato si assume la responsabilità, e per ottenere un risarcimento con cui la famiglia ha potuto creare una fondazione in memoria del ragazzo.

Ma io non sono Stato già dal titolo gioca sulla parola stato, come participio passato e come Stato entità che dovrebbe proteggerci. A parlare è l’ignoto responsabile, pupazzo nelle mani di scaltri mastri burattinai che non si sporcano mai le mani:  “ma io non sono Stato sono stato ordinato”. Il brano è caratterizzato da un loop ruvido e ossessivo che dipinge il clima di quegli anni. Anime perdute affronta il tema del senso di colpa dei cari che rimangono, quando invece dovrebbe avercelo chi ha trattato le persone come “tracce cancellate”, quasi asciuga le lacrime di Lydia e dei suoi familiari che non hanno perso il loro coraggio. Sparare a vista è una sorta di ballata del potere con un giro di basso e batteria incessante, in cui è il potere che sembra incarnarsi e declamare i propri misfatti. Uomo nero sembra fondere la morte di Roberto con quella di George Floyd, in un alternarsi tra una voce che si batte per la giustizia e un’altra che inneggia all’ingiustizia.

Si chiude con Caro papà, che restituisce un pochino di respiro. È una lettera con cui Lydia rassicura il padre, con un andamento da mantra, lento ed insinuante.

È come se dopo averci sparato in faccia gli orrori del volto del potere, Nicosia volesse lenire le ferite, ricordarci che tali orrori possono essere superati  solo con l’amore. 

Sparare a vista meriterebbe uno spettacolo teatrale, per dare un volto alle molteplici voci che lo animano, per fare capire che queste storie hanno vissuto attraverso dei corpi, che la Storia non è solo un concetto astratto ma ha anche una dimensione materica. 

 

Track List

  • Ma io non sono Stato
  • Anime perdute
  • Molto semplice
  • Odessa
  • Sparare a vista
  • Uomo nero
  • Bocca a bocca
  • Urla e ricordi
  • Caro papa`