Tamburi, percussioni e ritmi come “generatori” di un pezzo, linfa vitale e anima del processo creativo più che motivo per escursioni solistiche aggiuntive. Le “teste di tamburo” radunate in questo Drumheads Project, quasi tutti vecchi leoni della fusion, infaticabili propulsori di ritmi jazz-rock e funky in formazioni storiche o da turnisti di lusso, sono fedeli a questo principio. Dietro l'operazione c'è la Nicolosi Productions, fondata nel 1997: una piccola e meritoria etichetta italiana, con precedenti di grande successo. I fratelli Nicolosi (Lino, Pino e Rossana insieme a Dora, moglie di Lino) sono più noti come Novecento, band italiana protagonista della new wave e del pop da classifica negli anni 80 e 90, autrice di pezzi che si respiravano nell'aria di quel periodo come Movin' On o Excessive Love. Di quello stile è una piacevole testimonianza, in questo disco, Living So Fast, accompagnata da Danny Gottlieb (Pat Metheny Group, Mahavishnu Orchestra, Gil Evans Orchestra) alla batteria e ricamata da Dave Liebman al sax.

Dopo i fasti degli anni Settanta e Ottanta, la fusion è un genere all'apparenza esausto e alla ricerca di nuove vie di espressione, quasi messo all'angolo dalla rinascita del jazz acustico, dalle commistioni in chiave world music e dallo sviluppo di una nuova spiccata orchestralità. Ma in queste 17 tracce di qualità un po' discontinua, a cui forse non giova la grande varietà di contesti e artisti coinvolti, c'è di che divertirsi, soprattutto quando si intrecciano atmosfere e tensioni emotive diverse. Gli ospiti, tutti collaboratori di lungo corso dell'etichetta, sono tantissimi, soprattutto percussionisti: Billy Cobham, Danny Gottlieb, due compagni di strada di Santana come Dennis Chambers e Rodney Holmes, Dave Weckl (con Chick Corea sia nella Elektric che nell'Akoustic Band), Alex Acuna, Airto Moreira... A turno si uniscono alle band di base con Lino Nicolosi (chitarra), Pino Nicolosi (tastiere), Rossana Nicolosi (basso) e Dora Nicolosi (voce).

Spulciando qua e là, dopo l'apertura di Electric Man, irrobustita dalle tastiere di Brian Auger, è Roller a catturare l'attenzione, grazie al denso e crepitante ritmo funky imposto dal basso, in contrasto con il tema, lieve e divertenteß, del sax di Bob Mintzer (Yellowjackets). Spring, qualche traccia più avanti, gode di un drumming più swingante e meno rock e dell'eccezionale interplay tra i tamburi di Danny Gottlieb e la chitarra di Stanley Jordan, che dopo un'apertura sospesa e circolare sciorina tutta la sua immensa perizia tecnica; chiude la tromba elegantissima di Randy Brecker: un tocco di classe inaspettato e piacevole. Amazon, con Billy Cobham e Airto Moreira, è poco più di un divertissement percussionistico, un frammento che regala intriganti suggestioni e magie afro. Poi c'è Ghost, un brano corposo, dove l'incontenibile Rodney Holmes e Jimi Tunnell alternano furori chitarristici, vocalizzi spettrali e quiete pause riflessive, in un affascinante gioco di stop and go.

Una parola a parte va spesa per gli italiani, qui presenti in una discreta pattuglia. Una nota di merito va a Marco Iacobini, chitarrista romano, che firma una delle tracce più esaltanti, A Cup Of Shred Wine, proposta in due sezione diverse. Nella prima a portare la sua 6 corde in rampa di lancio c'è il drumming energico e brillante di Dave Weckl, da cui scaturisce un riff esaltante. Nella seconda dietro i tamburi siede Joel Taylor e al basso c'è Stuart Hamm (Steve Vai, Joe Satriani): il risultato è molto diverso, denso e contrastato, ma altrettanto riuscito.

 

Track List

  • Electric Man
  • Roller
  • Virtual Life
  • Past And Future
  • Practice What You Preaching
  • The Crossing
  • Spring
  • Black Hole
  • Amazon
  • Living So Fast
  • Ghost
  • Hallow`s Eve
  • Stratus
  • Destiny
  • Two Face
  • A Cup Of Shred Wine (part 1)
  • A Cup Of Shred Wine (part 2)

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