Chitarre e melodia per l'esordio dei Karbonica:

Chitarre e melodia per l'esordio dei Karbonica: "Quei colori"


09/02/2017 - News di QALT

Con in testa il rock classico italiano a cavallo fra anni ’80 e ’90 ma con l’occhio rivolto verso sonorità odierne, dalla Sicilia arrivano i Karbonica.

 

La band, formata da Riccardo Trovato (voce/chitarra acustica), Herry Found (batteria/percussioni), Giuseppe Puglisi (basso/cori), Marco Miceli (chitarra/cori) e Orazio Basile (chitarra) esordisce con l’album “Quei colori”, un concentrato di chitarre e energia che rimanda direttamente ai Litfiba della svolta rock di “El Diablo” e “Terremoto”.

 

E non è un caso che vengano citati proprio i Litfiba, perché i Karbonica condividono con la band di Pelù e Renzulli un tassello importante della propria carriera, essendo stati selezionati tra le 16 band presenti all’interno della compilation celebrativa del trentennale di “17 re”, prodotta dagli stessi Litfiba.

 

I Karbonica, con “Quei colori”, partono dallo stilema rock duro e puro per affrontare svolte all’interno del genere che passano dall’alternative più recente al pop (in particolare nell’uso delle voci, spesso armonizzate o supportate dai cori) fino a lievi accenni di elettronica (genere più o meno obbligatorio da incrociare, negli anni ’10). Non mancano brevi episodi tribal-popolari (“Pezzo d’Africa”), brani in bilico fra la ballad e ritmi più sostenuti (“Scappo via”, “La tua città”), fino alla chiusura classic rock di “Libera” (che promette furore di pubblico dal vivo, con il suo incedere coinvolgente).

 

Nonostante la matrice grezza e hard delle chitarre, i brani dei Karbonica sono caratterizzati da una forte matrice melodica, a tratti catchy; grazie a questa tendenza le canzoni di “Quei colori” sono da subito riconoscibili, entrando in testa all’ascoltatore già dal primo ascolto.

 

Tornando per un attimo ai Litfiba, altro punto in comune fra le due band è la forte componente sociale e di denuncia dei testi: così come i testi di Pelù denunciano il malaffare, la collusione stato/mafia, l’omertà che ne deriva, i brani dei Karbonica viaggiano spesso sulla stessa linea d’onda, questa volta più strettamente legata alle problematiche nate dalla crisi economica più recente, nonostante la band non disdegni brani più intimi e personali legati alla sfera sentimentale (“Quel bisogno che” e la già citata “Scappo via”).

 

Un album consigliato a tutti gli amanti del genere, agli appassionati dei concerti da sudare, a chi cerca nei testi qualcosa che vada al di là delle semplici rime, a chi ancora crede che le chitarre abbiano tanto da dire.