Steve Wynn

live report

Steve Wynn Milano / Arci Bellezza

16/01/2023 di Laura Bianchi

#Steve Wynn#Rock Internazionale#Alternative

Blue Monday, dicono: un lunedì di metà gennaio, lontano da qualsiasi ipotesi di pausa o vacanza, perso nel freddo di una Milano che non vuole togliersi di dosso le lucine natalizie, creando un effetto psichedelico tendente al depressivo.

Un lunedì sera in cui la tentazione sarebbe restare a casa, TV, libro, tisana e plaid; ma forse è meglio abbandonarsi all'unico sindacato che non ha bisogno di contrattazioni, e che conta miliardi di iscritti: il Sindacato del Sogno. E allora, via al Circolo Arci Bellezza, nel centro di Milano, che ospita stasera Steve Wynn, l'anima dei Dream Syndicate, colui che da più di quarant'anni attraversa la scena del rock mondiale senza perdere un grammo della propria purezza, creatività e voglia di suonare.

Stasera, la locandina dell'evento (inserito in una rassegna, Psychodelice Milano, che nasce dalla nuova collaborazione tra Via Audio, In A State Of Flux Festival e Caramello: tre realtà milanesi, unite in una direzione artistica legata alla musica psych - tenete d'occhio la pagina Facebook), porta scritto un criptico " + GUESTS", che incuriosisce il foltissimo pubblico, accorso per ascoltare Wynn. E, in effetti, sul palco ci sono tre microfoni, e, oltre alla chitarra di Wynn, un violino e un basso. 

Il pubblico è delle grandi occasioni, fra appassionati cultori delle infinite sfumature attraversate da Wynn nel suo percorso (Paisley Underground, rock, musica d'autore, punk...), cantautori di casa nostra (Motta), componenti di gruppi storici (Manuel Agnelli).

Proprio Agnelli è la pista da seguire, stasera: perché, dopo un pugno di brani chitarra e voce, tutti dedicati al periodo DS, come Loving the Sinner, Hating the Sin



Wynn chiama sul palco chi darà vibrazioni, energia, corpo al violino sul palco: Rodrigo D'Erasmo, membro degli Afterhours dal 2008, che collabora con Wynn da anni, e che con lui infiamma il set, rendendo presenti quei suoni psichedelici che hanno reso imprescindibile il suono dei Syndicate, e sostituendo, volta per volta, gli effetti creati dalla chitarra di Jason Victor o dalle tastiere di Chris Cacavas.

Nella crescente meraviglia generale, i due trovano una perfetta alchimia e il gusto di divertirsi insieme, trasmettendo lo stesso entusiasmo al pubblico: scorrono così quasi due ore di concerto, e anche la stessa storia del cantautore, con perle come Tears Won't Help, 

The Deep End, Carolyn, Glide, quest'ultima diventata una sorta di mantra mistico, sottolineato dal pizzicato di D'Erasmo, il cui violino diviene, in conclusione, un canto lirico.

A dare corpo, energia e pressione al basso sul palco pensa invece, alla fine, Roberto Dell'Era, o Dellera, altro membro storico degli Afterhours, che piomba nel set per due sfavillanti bis: Boston, in cui riscalda la platea con un assolo trascinante ed efficaci background vocals, e, ultimo brano, l'unica cover della serata, omaggio al padre di tutti Neil Young, una Down by the river lunghissima, ipnotica ed estasiante:



 Se tutti i Blue Mondays fossero così, ne vorremmo uno al mese.

(FOTO PSICHEDELICHE DI LAURA BIANCHI)

SETLIST

Anthem

My Old Haunts (The Dream Syndicate)

Loving The Sinner, Hating The Sin (The Dream Syndicate)

Tell Me When It's Over (The Dream Syndicate)

The Days of Wine and Roses (The Dream Syndicate) 

Manhattan Fault Line (feat. Rodrigo D’Erasmo)

Bring the Magic (feat. Rodrigo D’Erasmo)

Tears Won't Help (feat. Rodrigo D’Erasmo)

Merrittville (feat. Rodrigo D’Erasmo)

Wait Until You Get to Know Me (feat. Rodrigo D’Erasmo)

The Deep End (Steve Wynn & the Miracle 3) (feat. Rodrigo D’Erasmo)

My Midnight (feat. Rodrigo D’Erasmo)

Carolyn (The Dream Syndicate) (feat. Rodrigo D’Erasmo)

Amphetamine (Steve Wynn & the Miracle 3) (feat. Rodrigo D’Erasmo)

 

BIS

Glide (The Dream Syndicate) (feat. Rodrigo D’Erasmo)

Punching Holes in the Sky (feat. Rodrigo D’Erasmo)

Boston (The Dream Syndicate) (feat. Rodrigo D’Erasmo e Dellera)

Down By The River (Neil Young cover) (feat. Rodrigo D’Erasmo e Dellera)