live report
Michael McDermott Band Michael McDermott in Italia: non è stata solo musica
di Giovanni Sottosanti
Concerto del 10/10/2026
Non serve un libretto di istruzioni e bastano anche poche parole, perché tanto è tutto scritto negli occhi di quell'uomo sul palco e di tutti quelli lì sotto, davanti a lui, braccia al cielo, bocca aperta e sguardi carichi di gioia e riconoscenza. Quegli occhi raccontano trent'anni di amicizia e passione, gioie e dolori, rovinose cadute e miracolose resurrezioni. Non è solo questione di musica, concerti, dischi e cd, perché in mezzo sono passate mille vite, condite da emozioni forti e profonde, di quelle che ti porti per sempre scolpite nel cuore. Michael McDermott ha da sempre l'incredibile e innata capacità di scavare dentro, trivellare cuori e anime, strizzarli per benino e rimetterli in pista, ogni volta più carichi e riossigenati di prima. In tanti anni è anche riuscito a coagulare intorno a se uno zoccolo duro di Amici, di quelli con la A maiuscola, queli che lo hanno rimesso in pista negli anni in cui la strada era aspra, dura, buia e tortuosa. Quelli che gli hanno insegnato a cercare e trovare la luce in fondo al tunnel, scacciando via i pericolosi fantasmi di una vita passata. Quelli con i quali basta uno sguardo per raccontarsi la gioia e la meraviglia di essere ancora qui, un'altra volta ancora e poi ancora.
Un tour italiano per presentare il nuovo disco, Flowers From The Graveyard, uscito meno di due mesi fa e già impresso nel cuore degli appassionati. Personalmente ho assistito allo show acustico di Grosseto e a quelli full band di Inverigo, per la serata di chiusura della riuscita rassegna Storie di Cortile, organizzata da Andrea Parodi, e Borgomanero, questi ultimi in due splendidi teatri, caldi e accoglienti. La dimensione acustica chitarra e piano esalta ancora di più la voce di Michael, drammatica, graffiante, potente, soave e dolce, in grado di restituire versioni incredibilmente intense di Bradbury Daydream, Goddamnit Lovely e Johnny Sparrow And The Sunset Girl. Brillano anche Dreams About Train e Sick Of This Town, da St. Paul's Boulevard del 2022. Un capitolo a parte merita Shadow In The Window, scritta dopo la morte del padre e, ancora una volta, destinata a strappare lacrime di commozione, sia voce e piano, sia full band. Non è da meno A Wall I Must Climb, un altro colpo emozionale non da poco, con quella botta di rullante e l'armonica che fuoriescono direttamente dal primo storico disco, quel 620 W. Surf che nel lontano 1991 rivelò agli amanti del rock l'esistenza di Michael McDermott. Un riff e una melodia che creano dipendenza, perché questo pezzo lo riascoltetesti all'infinito.
La versione full band ha chiaramente una marcia in più e invita a scollarsi dalle sedie per ballare e saltare. No. 49 impreziosisce lo show acustico con un altro momento unico e intenso, meravigliosa ballad e altro capolavoro estratto dai solchi del primo lavoro. Knocked Down è un vero e proprio colpo da KO, che full band mette al tappeto tutto il pubblico, da Inverigo a Borgomanero, senza pietà. I pezzi del nuovo album si inseriscono perfettamente in una setlist ben equilibrata, tra produzione recente e meno, con The Best We Get, Always A Ways Away, Nobody e But For The Little Moments a tirare la volata con ritmo ed energia.
A supportare Michael c'è da anni quella che, più che una band, ormai è diventata una famiglia, collaudatissima e perfettamente affiatata, con Alex "Kid" Gariazzo chitarra solista, Michele Guaglio al basso, Riccardo "Macca" Maccabruni alle tastiere e fisa e Matteo Frattima a picchiare sulla batteria. The Arsonist è una perla incasellata nella serata di Borgomanero, mentre Scars From Another Life segna un momento tremendamente intenso e catartico, tra rinascita e redenzione, con Michael che lancia voce, cuore e anima verso il cielo in un'invocazione liberatoria. Dopo le altrettanto intense Gonna Rise e Up Ain't Life Beautiful, arriva immancabile Getaway Car, trascinante e coinvolgente inno collettivo, energica e vibrante, tutti sotto al palco per un ritornello che potrebbe durare all'infinito:
I gotta get away
I gotta get away
Car...
Lo hai rifatto ancora, Michael. Non è stata solo musica.
GRAZIE A ROBERTO SASSO PER LE FOTO