Mercanti Di Liquore

live report

Mercanti Di Liquore Bravura, impegno e simpatia: i Mercanti di Liquore fanno sold out al Black Inside

di Laura Bianchi

Concerto del 11/10/2025

#Mercanti Di Liquore#Italiana#Canzone d`autore

Ci sono concerti e concerti; ci sono concerti tecnicamente perfetti, ottimamente suonati, ma che non riescono a emozionare. E poi ci sono concerti bellissimi, profondi, ricchi di intensità, in cui i musicisti non nascondono le proprie emozioni, ma, anzi, ne fanno un punto di forza, uno strumento per esaltare quella magia tra artista e pubblico che si ha solo tra grandi anime. È il caso del concerto di stasera dei Mercanti di Liquore al Black Inside. La band, che ha vissuto molte vite, si è saputa rinnovare nei decenni, e lo dimostra ampiamente proprio qui, in un locale che non l'ha mai ospitata, e che l'accoglie con una sala piena, non solo di persone, ma anche di aspettative e desiderio di ascoltare. Lorenzo Monguzzi sa come tenere la scena - merito non solo della sua militanza nella band, ma anche delle esperienze teatrali con Marco Paolini - con autoironia e spontaneità, ma stasera si avverte qualcosa in più: tra il pubblico ci sono molti suoi amici, con cui ha condiviso decenni di concerti, ed è proprio a uno di questi, Giovanni Villa della Cascina Ronco, che, in occasione del suo compleanno, dedica un'antica e quasi mai eseguita Senza titolo, che interpreta da solo sul palco, in un silenzio denso di commozione.

Da subito, quindi, si avverte che quello di stasera non sarà un semplice live, di quelli curati, perfettini, ma senza anima; piuttosto, un percorso nei trent'anni di musica dei Mercanti, quelli di La musica dei poveri, 2002, di cui eseguono ben sette brani (Apecar, Lombardia, La musica dei poveri, Il viaggiatore, L'eroe, Cecco il mugnaio, El pueblo entiende la poesia), quelli di Sputi, album scritto ed eseguito con Paolini, 2004, presente con I nomi delle stelle,

quelli di Che/cosa/te/ne/fai/di/un/titolo, 2005, con la jannacciana La semiautomatica, e Nella chiesa di Bellusco, oltre alla già citata Senza titolo, fino a Non ci troverete mai, uscito quest'anno, che dimostra la forza compositiva e l'energia civile del gruppo.

La formazione a tre - i due che mancano sono ampiamente giustificati - calza a pennello per questa dimensione di ascolto, perché esalta la vocalità duttile ed espressiva di Monguzzi, la versatilità al contrabbasso di Nadir Giori, che fa da cassa ritmica al posto del neosposo Lorenzo Bonfanti, la bravura sempre crescente del pur giovane Andrea Verga, che si scatena in lunghi assolo al banjo a cinque corde e al mandolino, supplendo egregiamente all'assenza di tastiere e fisarmonica di Elio Biffi. In questa dimensione trovano spazio scelte impossibili da praticare in un live di centinaia di persone; come una Nella chiesa di Bellusco, richiesta dall'organizzatore della rassegna La poetica del Nord Ovest - ospitata al Black Inside grazie alla sinergia con Paolo Zangara - , ossia Fabio Baietti, che Monguzzi invita sul palco per cantarla con lui, oppure come la canzone antiwar per eccellenza, Il topo, scritta qualche anno fa, ma ancora straordinariamente e tristemente attuale, preceduta dalla lettura di Oh bambini mascalzoni di Gaza, tornate!, una struggente poesia del poeta paestinese Khaled Juma, nato a Rafah nel 1965 e cresciuto nel campo profughi di Shaboura, scritta durante il raid israeliano su Gaza, detto "margine protettivo", nel luglio del 2014 (secondo l’ONU, 2.251 assassinati tra cui 551 bambini).

Anche l'omaggio a Lucio Dalla, con una splendida versione di Com'è profondo il mare, si aggiunge a questa linea che coniuga passione civile e musica; non a caso, il 12 ottobre Monguzzi partirà da Lonate Ceppino per esibirsi ad Assisi, in occasione della Marcia della Pace.

Lacrime e sorrisi, impegno e risate, come nell'ultimo, beffardo bis L'aviatore - inedita, ma proposta "con l'intenzione di mandarvi a casa con un sorriso" - complicità su e giù dal palco, e un immenso senso di gratitudine. Per la vita, per la possibilità di gustare queste serate, col loro fresco profumo di libertà e amicizia, e per la musica.