The Zen Circus

live report

The Zen Circus Roma, Atlantico Live

05/05/2022 di Arianna Marsico

#The Zen Circus#Italiana#Alternative

“Non è la rabbia che mi consola/ Non è la voglia di vomitarne ancora”. Queste parole di Non sembrano riflettere quello che è mancato di più in questi due anni. Prima i concerti, e poi finalmente i concerti come si è abituati a viverli (mascherine a parte) nei club, in quei piccoli o gradi cuori pulsanti della musica dal vivo a cui The Zen Circus hanno dedicato il tour chiamandolo L’ultimo club accogliente.

Perché la rabbia e la frustrazione probabilmente non sono mancate in questo lungo periodo balordo, ma non sono stati i sentimenti prevalenti ieri sera. L’Atlantico ospitava una grandissima festa, una festa gioiosa in cui sembra suonare il tuo gruppo di amici di sempre. Perché il legame all’interno del gruppo e quello tra i ragazzi e il pubblico sono veramente belli da vedere e non facili da trovare.

La regola è sempre la stessa, ricorderà Karim prima di tornare alla batteria: “Più voi fate casino più noi facciamo casino”. E così è stato. A partire dalla deflagrazione profetica delle parole di Appino ne La Terza Guerra Mondiale. Passando per i salti (finalmente!) durante Vent’anni (anche se evidentemente siamo cresciuti tutti, Andrea non chiede più quanti di noi abbiano vent’anni). Per non parlare del sorriso di Ufo quando, dopo una toccante L’amore è una dittatura in duo Appino – Geometra, afferma che sia quasi un peccato rovinare questo bel momento tornando “a fare schifo”. Ed ecco il ricordare gli esordi in strada con Ragazzo eroe e Mexican Requiem sempre in versione busker.

Oltre a quelli che ormai possono essere considerati “classici” viene presentato anche 118, il primo singolo che anticipa il disco di duetti Cari fottutissimi amici in uscita il 27 maggio. Il brano sembra inserirsi bene nel filone delle sassate da live, come Ilenia, Catrame e Andate tutti affanculo, stasera più tirata e meno dilatata.

Si corre sul palco, si salta e si scherza ma non mancano quei momenti che prendono e spremono cuore e stomaco come Catene, Non voglio ballare e Appesi alla luna.

La prima parte del concerto si chiude su Nati per subire: “La curiosità è di tutti, affanculo gli eroi”.

Non possono però mancare i brani dei bis. L’anima non conta (che quanto starebbe bene in un film di Paolo Virzì) che fa sprofondare nel proprio “mare verticale”. E poi lei, Viva. Quella canzone che a ogni tour trova sempre un nuovo aggancio con l’attualità, che riesce sempre a essere sarcastica eppure dolentemente compartecipante del momento che come Paese si attraversa: “W la pappa, col pomodoro/ W la pace, evviva il lavoro/ W la patria, la costituzione/ W la guerra, tanto vivi si muore”.

E ricaricati di vita, di musica fatta di verità e sudore, si torna a casa…

Set list

La terza guerra mondiale
Catene
Non voglio ballare
Vent’anni
Il fuoco in una stanza
Andate tutti affanculo
Catrame
Ilenia
118
Il mondo come lo vorrei
Pisa merda
Appesi alla luna
L’amore è una dittatura
Ragazzo eroe
Mexican Requiem
Figlio di puttana
Non
Canta che ti passa
Nati per subire

Encore
L’anima non conta
Viva

 
Foto: Daniele Di Mauro