Blindur

interviste

Blindur Exit e il gioco dell'oca

28/09/2022 di Arianna Marsico

#Blindur#Italiana#Alternative

Tornano le presentazioni dei dischi live, basta con Zoom o altre piattaforme, tornano i Blindur di Massimo De Vita con Exit e tornano anche le interviste fatte di persona...in questo caso a Roma.
Exit il nuovo lavoro dei Blindur è stato presentato in anteprima a Roma il 21 settembre, a Feria Lanificio per Big Time Release. Massimo De Vita è felice come non mai di regalare finalmente il disco al pubblico, e si scuserà nel corso dello showcase e dell’intervista con Martina Martorano per il fatto che i brani non siano stati provati molto prima di suonare. Ma gli applausi che riceve nel corso della serata non fanno che confermare che invece sta andando tutto bene. Inizia con Sereno, con quel folk intriso di sogno che è un marchio di fabbrica dei Blindur, procedendo con Stati di agitazione e Secondo Giovanni. In questo brano emerge uno dei leit – motiv di Exit, ossia l’invito a non avere paura. Questo sfidare la sorte è anche il tema del packaging del disco. È una sorta di gioco dell’oca, con tanto di dadi. Se Dio per qualcuno non gioca a dadi, Massimo spiegherà che è il modo in cui noi reagiamo a ciò che ci capita in sorte, a dove i dadi della vita ci fanno finire, a fare la differenza. La casa degli spiriti è di una dolcezza infinita e poi arriva Eclissi, con De Vita che quasi si scusa con Roberto Angelini (che la suona nella versione in studio) presente tra il pubblico, ma come scritto prima, la risposta del pubblico è di tutt’altro avviso.

Dopo l’intervista, è il momento di tirare fuori alcuni brani passati. Invisibile agli occhi, 3000x (presentato in occasione della vittoria del Premio Amnesty Italia - sezione Emergenti 2021), XI Agosto e Foto di classe, un piccolo classico. La chiusura è però affidata a Exit, la title – track dell’ultimo lavoro, quasi mistica nell’invitare spingersi oltre.

Subito dopo abbiamo avuto il piacere di fare una breve chiacchierata con Massimo.

Mescalina: Allora innanzitutto che effetto di affatto presentare finalmente un disco dal vivo dopo due anni quasi di fermo?  Ti sentivo appena sceso dal palco molto emozionato…

Massimo: Eh sì, ma non tanto per il live, perché poi di fatto noi siamo stati fermi, ma mica tanto… nel 2020 Musicultura, nel 2021 il premio di Amnesty International, quest'estate è stata bella carica! Quindi di fatto non è tanto il live quello che mi ha emozionato quanto i due anni di lavoro su questo disco che poi a un certo punto diventano veri. Le canzoni devi suonarle, ci sono delle persone che ascoltano. Finalmente le lasci andare, perché nel momento in cui succede quello che è successo stasera di fatto le stai lasciando andare ed è molto bello!

Mescalina: Quasi come dei figli…

Massimo: Quasi come delle navi che partono. Devi mollare gli ormeggi e farle andare. Tu le hai costruite, ci hai messo l'equipaggio e ora devo andare loro in giro nel mondo.

Mescalina: Abbiamo visto, come hai anche raccontato tu, che questo è un disco con molte collaborazioni, da Mascis a Roberto Angelini e Rodrigo D'Erasmo.  È stato quasi forse come se tu nel disco volessi ricreare in qualche modo quegli assembramenti che non sono stati concessi?

Massimo: Allora, tu considera che il secondo disco dei Blindur l'ho registrato totalmente da solo, suonando tutti gli strumenti e stando in studio di fatto da solo. È stata una bella esperienza da una parte, perché mi sono messo in gioco e mi sono messo alla prova con tante cose. Però mi è mancato il confronto e questa cosa è stata la parola d'ordine della lavorazione questo disco ed è il motivo per cui ho voluto un lavoro quanto più corale possibile: tant'è vero che il disco l’ha registrato la band che mi accompagna dal vivo ormai da tre anni e in più ho provato a infilarci tutte le persone che in questi tre anni in un qualche modo abbiamo incrociato, con le quali abbiamo chiacchierato… Tutte quelle persone con le quali ci eravamo detti: “Prima o poi facciamo una cosa insieme!”.  Quando abbiamo avuto già il disco in una fase avanzata ci siamo detti: “Ok, questa è la volta per fare delle cose insieme!”.  Ed è stato bello perché poi ogni persona che è intervenuta in realtà ha modificato radicalmente i brani. Quindi le chitarre di Mascis hanno fatto sì che noi ricostruissimo il pezzo praticamente intorno ad esse. Monique Honeybird Mizrahi è arrivata e ha scritto una parte del testo in inglese, quindi cancellando una parte che avevo scritto io e scrivendone una nuova! Roberto Angelini ha dato cantando e suonando la slide un'atmosfera totalmente diversa da quella che avevamo dato noi al pezzo. Rodrigo con gli archi… insomma è stato un lavoro nel quale sono state veramente delle collaborazioni in senso profondo ed è stato particolarmente bello farsi cambiare dagli altri.

Mescalina: Che poi è una cosa che fa paura a tanti invece, forse non solo come musicisti!

Massimo:  Sono uno di quelli che crede ancora nel o si arriva tutti insieme non arriva nessuno! Quindi non mi piace l'idea di dover fare le cose da solo non perché non ne sia capace, perché l'ho dimostrato ampiamente a me stesso. Però credo che sia una ricchezza. Se io collaboro con un altro musicista e mi scontro anche con un'idea magari totalmente opposta, banalmente sto immettendo sangue nuovo in una creatura. Sta succedendo qualcosa che prima non sarebbe potuta succedere se l’avessi fatta da solo… quindi perché avere paura? Poi del resto vuoi o non vuoi spesso in negativo gli altri ti cambiano nella vita, perché non farlo succedere anche nel bene e non soltanto nel male?

Mescalina: Giustissimo! Un’ ultima domanda invece. Qual è il brano che per te rappresenta meglio il senso di Exit?

Massimo: È una domanda difficile, perché io sono molto legato ad alcuni brani di questo disco, però forse ci sono molto legato per questioni personali, perché le sento potenti. Credo che proprio Exit abbia questo ruolo. Non era mai successo che una canzone che avesse il titolo del disco! In questo caso l’ho fatto perché credo che in quelle pochissime parole ci sia proprio il fatto che dopo un percorso lungo arrivi a quell’ultima casella del gioco, devi fare l'ultimo lancio e devi avere il coraggio di arrivarci su quell’ultima casella, vedere cosa succede. Lo dicevo anche prima mentre chiacchieravo durante la presentazione…l'invito del disco è non avere paura! Exit dice proprio questo, che dall’altro lato delle porte che non riusciamo ad aprire non è detto che quella cosa ignota sia una cosa spaventosa. Potrebbe essere una cosa meravigliosa non lo sapremo mai se quella porta non la apriamo se ci facciamo guidare dalla paura di cambiare tutto. Quindi credo che sia proprio Exit in un suo modo stranissimo e visionario a sinterizzare benissimo il disco.

Mescalina: Io ti ringrazio e ti auguro in bocca al lupo le altre presentazioni e per un tour dopo!

Massimo: Spero da novembre in poi, se ce la facciamo da novembre a gennaio siamo in tour!

Mescalina: Incrociamo le dita!

Massimo: Grazie ancora!

Il bellissimo sorriso con cui Massimo ci saluta è il modo migliore per chiudere la serata.

INFO

TRACKLIST “EXIT”

1 540 bar

2 Eclisse feat. Roberto Angelini

3 Sereno

4 Stati di agitazione feat. Rodrigo D'Erasmo

5 La casa degli spiriti

6 Mr. Happytime feat. J Mascis

7 La festa della Luna feat. Monique Honeybird Mizrahi

8 Secondo Giovanni

9 Adesso

10 Aar

11 Exit

CREDITI EXIT

Testi di Massimo De Vita, con la partecipazione di Monique Mizrahi per la traccia 7

Musiche di Massimo De Vita, con la partecipazione di Carla Grimaldi per le tracce 3 e 8

Produzione artistica di Massimo De Vita, con la partecipazione di Marco Fasolo per le tracce 1 e 3

 

Registrato e mixato da Paolo Alberta presso "Le Nuvole Studio" (Napoli)

Masterizzato da Birgir Birgisson presso Sundlaugin studio (Reykjavik)

Registrazioni addizionali di Justin Pizzoferrato presso Sonelab (Easthampton); Daniele "il mafio" Tortora presso Terminal 2 studio (Roma); Luca Stefanelli presso Le Nuvole studio (Napoli)

Progetto grafico di Vincenzo Del Vecchio e Sigiu Bellettini

 

LINEUP

Massimo De Vita - Voce, cori, chitarra acustica ed elettrica, mandolino, piano, synth, percussioni;

Carla Grimaldi - violino, viola, cori;

Luca Stefanelli - basso, elettronica, cori;

Jonathan Maurano - batteria, drum machine, percussioni, cori.

 

Hanno inoltre suonato:

Daniele Ruotolo (Malmo) - chitarra elettrica (traccia 11);

J Mascis (Dinosaur JR) - chitarra elettrica (traccia 6);

JT Bates (Big Red Machine) - percussioni (traccia 4);

Monique honeybird Mizrahi - voce, charango, koshi chimes (traccia 7);

Roberto Angelini - voce e lap steel guitar (traccia 2);

Rodrigo D'Erasmo - violino, viola (traccia 4).

 

Etichetta: La Tempesta Dischi

Distribuzione: Believe

Edizioni Musicali: Big Time Edimusica, La Tempesta

Ufficio Stampa e Promozione: Big Time - pressoff@bigtimeweb.it