Spike Lee

INSIDE MAN

Spike Lee


2006 » RECENSIONE | Drammatico
Con Denzel Washington, Clive Owen, Jodie Foster, Willem Dafoe

di Claudio Mariani
A volte sembra una definizione abusata, però il termine “esercizio di stile” associato a questo film calza proprio a pennello. Per la prima volta il grande Spike Lee, ha accettato un film “su commissione”, nel senso che Inside Man era destinato alla regia di Ron Howard, e solo successivamente è approdato nelle mani dello “Scorsese nero”, come alcuni amano definirlo. Alcuni fan di Lee potrebbero storcere il naso pensando a una mera operazione economica, soprattutto dopo il parziale flop di “Lei mi odia”, soprattutto da parte di un regista che ha sempre fatto dell’indipendenza il suo cavallo di battaglia. Le obiezioni sono che Spike non ha bisogno sicuramente di soldi e che l’opera da lui realizzata non è affatto male, anzi, è un film sicuramente sopra la media. Quello che sembra diverso dal solito è il tema e l’ambientazione, ma già con “La venticinquesima ora” le tematiche del ghetto erano state abbandonate, pur mantenendo un grande livello qualitativo. Il tema trattato è quello di una rapina in una grossa banca a New York, un’insolita rapina, dove l’obiettivo rimane oscuro quasi fino alla fine, e dove l’attenzione si focalizza tra lo scontro/incontro tra il capo dei rapinatori e il mediatore, un grande Denzel Washington. Quello che stupisce è appunto che nel caso di Inside Man siamo di fronte a un film di genere, quello della “bank robbery”, completamente distante dal cinema precedente di Spike Lee. Per affrontare questo genere, il regista newyorkese reinventa le regole dello stesso, facendolo risultare un film a tratti spiazzante, sorprendente, assolutamente godibile, ritmato, e dove i canoni abituali sono stravolti. Prima di tutto riesce a infondere nella storia una straordinaria ironia, così si ride, e molto, soprattutto sulle battute dell’ispettore-Washington, e dove riesce ad incrociare la storia con spezzoni di ciò che succederà dopo, una sorta di flash-back…nel futuro. Certo, Lee non ci risparmia i suoi temi “classici”, come le differenze razziali, le paure dopo l’11 settembre, e le citazioni a go-go, in primis verso “Quel pomeriggio di un giorno da cani”, verso i polizieschi anni ‘50, verso la recitazione alla Bogart di Washington e verso l’attualità con lo spassosissimo riferimento ai videogiochi violenti e al bambino che ha 50cents tra i suoi idoli. Oltre al perfetto Washington, grandi comprimari come Clive Owen, una rediviva Jodie Foster e Willem Dafoe. In conclusione un grande Spike Lee, che affrontando per la prima volta un film sulle rapine in banca, ne fa uno dei film di genere più riusciti degli ultimi decenni.

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