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Jason Reitman

THANK YOU FOR SMOKING

Jason Reitman


2005 » RECENSIONE | commedia
Con Aaron Eckhart, Maria Bello, Cameron Bright, Adam Brody, Sam Elliott, Katie Holmes, William H. Macy, Robert Duvall, Rob Lowe

di Calogero Messina
Mentre il padre - Ivan Reitman - continua a sfornare pellicole sbancabotteghino adatte per tutte le famiglie (da "Ghostbusters" all'imminente "La mia Super ex ragazza"), il figlio - Jason - esordisce dietro la macchina da presa con una delle commedie più dissacranti, ciniche, divertenti ed intelligenti che si ricordi di aver visto in questi ultimi anni sul grande schermo: "Thank you for smoking". Storia del portavoce di una potente lobby del tabacco Nick Naylor - alle prese con i fanatici della salute decisi a bandire il fumo e con i progetti abolizionisti di un senatore opportunista- il debutto di Reitman è una sagace, sarcastica ed ironica fotografia di una società americana che deve fare i conti con la falsificazione e le ambigue manovre di chi cerca in qualche modo di volere raccontare la sua verità! Che poi si arrivi a parteggiare per un tipo come Nick (Aaron “The Core” Eckhart è da nomination!), capace di confonderci amabilmente sull'opportunità di certe campagne sociali, è la migliore nota di merito del regista Reitman (anche autore della trasposizione del romanzo satirico omonimo di Christopher Buckley) che con uno stile personale - pur mutuato da un certo cinema documentaristico e d'avanguardia americano degli anni settanta - ed una briosità e velocità di racconti encomiabili conduce felicemente in porto il suo not politically correct pampleth contro le multinazionali e le lobby del Pensiero libero tout court. Supportato da una schiera di personaggi tutti ben schizzati e necessari allo svolgimento della trama (peraltro resi magnificamentre da un cast d'attori in gran forma che va da Maria Bello, Adam Brody, Katie Holmes, Rob Lowe sino ad arrivare a William H. Macy e Robert Duvall), "Thank you for smoking" rischia di imporsi come uno dei più riusciti ed incisivi atti d'accusa contro un'America malata di protagonismo e leader nel campo della mistificazione di una realtà da rendere comunque appetibile e "glamour" per tutti i palati!

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