Cinema Italiano indipendente

Lettera aperta per il sostegno all’esercizio cinematografico indipendente italiano

20/05/2020 di Redazione

“L’Italia è ricca di una miriade di piccole sale cinematografiche che svolgono in modo indipendente e coraggioso, a volte faticoso ma remunerato dall’apprezzamento del pubblico, il loro servizio al territorio.”

Inizia così la Lettera Aperta Per Il Sostegno All'esercizio Cinematografico Indipendente che vi presentiamo e vi presenteremo ancor meglio nei prossimi giorni con interviste a qualcuno dei più di cento esercenti firmatari. Un segnale importante per la realtà delle sale cinematografiche indipendenti; quella che ci permette di percepire il Cinema come atto artistico, oltre che di intrattenimento; substrato e presidio culturale diffuso sia nelle grandi città che nella provincia italiana. La lettera, partita come dichiarazione di intenti, altamente propositiva e su punti molto concreti, ha subito trovato sostenitori in tutta la filiera delle sale indipendenti: Registi, Attori, Maestranze, Distributori Indipendenti, Festival, Portali, Produttori Indipendenti, Artisti e critici cinematografici…

Alla base di questa lettera c’è l’idea di una ripartenza che possa basarsi su presupposti diversi nei rapporti con i distributori, rispetto al problema dei diritti sulle proiezioni dei film e rispetto alla libertà di programmazione. Ciò passa attraverso l’evidenziazione del fatto che questa miriade di sale sono realmente un avamposto culturale che intercetta, e forma culturalmente, centinaia di migliaia di assidui spettatori.

Ci sono richiami importanti, allo stesso modo sostanziali e poetici, rispetto al tema della centralità della sala Cinematografica. Tutti noi abbiamo conosciuto e amato il cinema, a secondo della nostra età, attraverso la televisione (magari in B/N), VHS, Dvd e poi computer, tablet, cellulari e piattaforme. Ma solo all’interno della sala cinematografica– attraverso la cura dei professionisti, con il buio che ti avvolge, la luce sul grande schermo, la presenza/assenza del pubblico intorno a noi – il cinema si trasforma e diventa pienamente “Cinema”; la visione Visione.

Nella lettera non mancano passaggi più tecnici rispetto a temi fondamentali come quello della pluralità di offerta e di sguardi: la possibilità di garantire alle sale indipendenti il diritto theatrical dando così ai cinema la possibilità di poter programmare anche film più vecchi all’interno di omaggi, retrospettive, cineforum; oppure la richiesta di un cambiamento di rotta sul tema dell’esclusiva a lungo termine dei film; l’impossibilità per un Esercizio Cinematografico di fare multiprogrammazione (anche solo di due film giornalieri) se non con film di distributori indipendenti.

Il tutto in una lunga lettera allo stesso tempo pragmatica quanto poetica, frutto di un lavoro a più mani condiviso e appassionato. Come il loro prezioso lavoro.

Noi di Mescalina siamo al loro fianco e, naturalmente, vi invitiamo a firmare il documento che trovate qui sotto.

“…Non considerare oggi tutto questo è poco lungimirante: ci sarà un ‘dopo’, e ci sarà fame di cinema. Fame di cultura condivisa, di presenza fisica e di scambio reale, di riunirsi e ritrovarsi senza paura, assecondando un bisogno insito nella natura dell’essere umano. Ed è alla fine di quella strada che unisce l’oggi al ‘dopo’ che ci saremo, auspicabilmente pronti e messi nelle condizioni di ricominciare a vendere sogni, che è la cosa che ci riesce meglio.”

La lettera si può leggere e sottoscrivere su www.lasci.cloud. Allo stesso indirizzo troverete tutti i cinema e tutti i sostenitori dell’iniziativa oltre che preziose informazioni.

Foto di copertina dal film: Goodbye Dragon Inn

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