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Buon compleanno Big Time e Radio Sonica


14/10/2018 - di Arianna Marsico
Sabato 13 ottobre al Monk c`รจ stata una maratona musicale per festeggiare i due anni di Radio Sonica e i diciotto di Big Time. Una bella festa che abbiamo il piacere di raccontarvi artista per artista.
Il diciottesimo compleanno dell’ufficio stampa Big Time e i due anni dell’emittente capitolina Radio Sonica sono diventati, al Monk di Roma, l’occasione per una bellissima festa della musica fatta da chi la musica la ama e non la considera solo un sottofondo neutro per le proprie giornate.

Apre la serata, presentata da Lucio Leoni,  Max Collini con i suoi monologhi tratti da Dagli Appennini alle Ande, una splendida occasione per ricordarsi che l’umanità e la pietà possono resistere anche in mezzo agli orrori. Arriva poi il lirismo sbilenco di Guido Catalano e Dente, in quello che è probabilmente la loro ultima esibizione assieme (si spera solo per un po’). Il secondo annuncia scherzosamente che si separano, e il poeta rassicura sorridendo: “I bambini li tengo io”. Legge poi una poesia per i compleanni. La delicatezza di Vieni a vivere incornicia questo arrivederci.

Che il livello della serata si sarebbe mantenuto alto viene confermato dall’esibizione dei Joe Victor, coadiuvati dalla chitarra di Giorgio Maria Condemi. Il gruppo è un concentrato di gioia di suonare (splendidi i sorrisi sui loro volti), psichedelica, blues e un’energia pazzesca. La scelta di suonare, come regalo di compleanno ai festeggiati, Somebody to love dei Queen mette in luce la grandissima personalità di Gabriele Amalfitano, che letteralmente reinterpreta il brano, plasmandolo sulla propria vocalità e fisicità, senza scimmiottare Mercury.

Diodato esordisce ringraziando Big Time per il supporto nei momenti in cui riceveva soltanto porte in faccia ed inizia il suo delicato set con Ubriaco, primo brano per cui collaborò con l’ufficio stampa. Giancane e Lucio Leoni (decisamente convincente nelle vesti di conduttore) intrattengono i presenti durante il cambio palco con una lettura di Chissà se stai dormendo di Jovanotti.

Rancore tiene egregiamente il palco completamente da solo. Arlecchino e Sangue di drago scaldano l’atmosfera e fanno saltare tutti. Altro cambio palco mentre Giancane e Lucio attaccano suonando Ti scatterò una foto di Tiziano Ferro cantata a memoria tra le risate da tutto il pubblico.

E’ il turno de Il Muro del Canto che parte in modo deciso con L`anima de li mejo. Il canto degli affamati stringe il cuore.  Per Domenica A Pranzo Da Tu Madre Daniele Coccia cede il microfono a Alessandro Pieravanti. Ciao core e Peste e corna  chiudono un’esibizione verace e sentita.

E’ il momento di fare gli auguri a Radio Sonica. Uno ad uno salgono tutti i componenti della squadra (della quale lo stesso Lucio Leoni fa parte) a godersi i meritati applausi.

I Bud Spencer Blues Explosion in due creano il caos magico. Alla fine di un set tiratissimo e lisergico che non lascia un attimo di respiro, con Adriano Viterbini che sembra tarantolato per quanto è inarrestabile e Cesare Petulicchio che sembra suonare per più persone, il finale è una sorprendente Hey Boy Hey Girl al fulmicotone.

Arrivano due quarti degli Zen Circus, Appino e il Maestro Pellegrini. Andrea dirà che proprio per questo hanno bisogno di tutto l’aiuto possibile da parte del pubblico. Inizia così quello che potremmo definire un lunghissimo abbraccio, che parte da Catene, passa per i 20 anni, divampa con Il fuoco in una stanza,Non voglio ballare e una L`anima non conta da brividi per finire con una splendida Viva che davvero sgorga dal cuore di ognuno.

Ilaria Graziano, Francesco Forni e Fabio Rondanini con brani come Io sono regalano una parentesi di pace ed eleganza.

Dopo un’ardua opera di persuasione da parte di Lucio sale sul palco il secondo festeggiato della serata, ossia lo staff di Big Time a ricevere il calore dei presenti.

A chiudere la serata arrivano i Tre Allegri Ragazzi  Morti. Ed è giusto così, visto anche il ruolo che La Tempesta di Davide Toffolo ha avuto e ha per la nostra scena musicale, una Sub Pop per certi versi. Il momento più emozionante è sicuramente quello in cui salgono sul palco anche Adriano Viterbini e  Max Collini. Suonano e cantano tutti insieme una Allarme dei CCCP cupa e potente con un’intensità che lascia trafelati e sconcertati, e Toffolo con il pugno alzato sembra ricordare di dover essere sempre dalla parte degli ultimi (come mostrato nella precedente Il principe in bicicletta).

I Tre Allegri Ragazzi Morti chiudono la maratona musicale con La tatuata bella, semplice ed essenziale, che termina con le parole padrona mia è la luna ed altro io non ho”.

E come dopo tutte le belle feste, si torna a casa soddisfatti e in attesa della prossima.

 

 

Foto:Daniele Di Mauro