Quattro<small></small>
Italiana • Folk • Rock

Underfloor Quattro

2013 - SuburbanSky / Audioglobe

19/02/2014 di Laura Bianchi

#Underfloor#Italiana#Folk #Rock

UNDERFLOOR: UNDERGROUND DI CLASSE

Quattro è un numero suggestivo, dalle molteplici interpretazioni: anche se la band fiorentina degli Underfloor  è effettivamente al suo quarto lavoro, Quattro non può indicare semplicemente un numero di serie; il messaggio che traspare dalle dieci tracce del loro ultimo cd è un invito a un viaggio nei quattro elementi, fra le quattro personalità dei componenti il gruppo, nelle virtù classiche, nelle quattro stagioni di un anno musicale che può durare il tempo di un ascolto, o di una serie ripetuta di ascolti. Perché Quattro entra lentamente, coinvolge con la forza di testi ficcanti, tutti in italiano (anche se qualche titolo è in inglese), e di arrangiamenti accurati ed evocativi, impreziositi dalla tecnica analogica di registrazione, che restituisce il gusto di sonorità perdute, eppure tanto amate, come quelle del prog anni Settanta, o del buon pop rock dei primi Ottanta (si pensi alla mai abbastanza celebrata Electric Light Orchestra).

E, se la formazione attuale ha subìto alcune trasformazioni nel corso dei dieci anni di attività, lo spirito di ricerca mai sopito si avverte in una scrittura che si fa più matura col passare del tempo, negli interventi musicali di strumenti insoliti (come la splendida viola di Giulia Nuti, vera padrona di casa in Indian Song, uno dei pezzi più convincenti dell’album), nelle armonie create dalle voci e dai cori, eterei eppure indiscutibilmente rock, sulla scia dei contemporanei Fleet Foxes, ma anche degli italiani e storici Le Orme.

Si fa presto a catalogare come indie una prova simile: troppo ricche e poliedriche sono le sfaccettature di un disco che, uscito da qualche mese, anche sulla scorta di molti convincenti live acts, rivela sempre nuove suggestioni. Ascoltare e riascoltare Don’t Mind,  Linee di confine, le strumentali  L’uomo dei palloni o Solaris per credere: il suono è sempre potente e compatto, la bravura tecnica non è mai virtuosismo avulso dal contesto, e le stagioni dell’esistenza umana vengono scandagliate con lucidità e partecipazione.

 

Ancora una volta, la scena fiorentina si rivela fra le più attive e innovative.

Track List

  • Come un gioco
  • Don`t Mind
  • Indian Song
  • Lei non sa
  • Linee di confine
  • Solaris
  • Intorno a me
  • Stomp
  • L`uomo dei palloni
  • Sul fondo