Ugo Cappadonia Corpo Minore
2019 - Brutture Moderne/Audioglobe
Il siciliano Ugo Cappadonia, dopo diverse esperienze con Pan del Diavolo e Sick Tamburo come chitarrista e gli Stella Maris con Umberto Giardini, con Corpo minore si mette nuovamente in gioco da solo, dopo Orecchie da elefante del 2016.
Il cosiddetto corpo minore è un corpo celeste considerato di secondaria importanza, e questo potrebbe suggerire un certo understatement nell'approccio del chitarrista e cantautore. Ma come tutti i corpi celesti hanno la loro massa allo stesso modo i nove brani di questo disco hanno il loro perché e riescono a entrare sottopelle ascolto dopo ascolto. Corpo minore è un lavoro di un rock chitarristico e caldo, non a caso la registrazione, rigorosamente analogica, è stata curata da Andrea "Duna" Scardovi presso il Duna Studio di Russi (provincia di Ravenna). L'ossatura ritmica, che si nota già nei riverberi dell'iniziale Io no, è affidata alla batteria di Emanuele Alosi, qui accompagnata dagli archi di Nicola Manzan. Sotto tutto questo trucco, dall'incedere più rock'n'roll viene arricchita dalla chitarra solista di Federico Poggipollini. Cometa senza coda, con il violino di Nicola Nieddu, è uno degli episodi più convincenti del disco, con il suo narrare lento e senza tempo. È anche il brano in cui la voce di Cappadonia sembra trovare appieno la propria dimensione, non sovrastata dagli strumenti. Il punto su cui lavorare nel futuro sarà proprio quello, ossia trovare costruzioni sonori in cui la voce, con la sua pacata espressività, si esprima al cento per cento. Il punto di forza da mantenere è certamente l'atmosfera amicale, accentuato certo dal calore del ricorso all'analogico. Pur nell'estrema professionalità di ogni contributo Corpi minori mantiene quel bellissimo gusto di disco fatto per il piacere di farlo, senza vincoli e pressioni.
Il cosiddetto corpo minore è un corpo celeste considerato di secondaria importanza, e questo potrebbe suggerire un certo understatement nell'approccio del chitarrista e cantautore. Ma come tutti i corpi celesti hanno la loro massa allo stesso modo i nove brani di questo disco hanno il loro perché e riescono a entrare sottopelle ascolto dopo ascolto. Corpo minore è un lavoro di un rock chitarristico e caldo, non a caso la registrazione, rigorosamente analogica, è stata curata da Andrea "Duna" Scardovi presso il Duna Studio di Russi (provincia di Ravenna). L'ossatura ritmica, che si nota già nei riverberi dell'iniziale Io no, è affidata alla batteria di Emanuele Alosi, qui accompagnata dagli archi di Nicola Manzan. Sotto tutto questo trucco, dall'incedere più rock'n'roll viene arricchita dalla chitarra solista di Federico Poggipollini. Cometa senza coda, con il violino di Nicola Nieddu, è uno degli episodi più convincenti del disco, con il suo narrare lento e senza tempo. È anche il brano in cui la voce di Cappadonia sembra trovare appieno la propria dimensione, non sovrastata dagli strumenti. Il punto su cui lavorare nel futuro sarà proprio quello, ossia trovare costruzioni sonori in cui la voce, con la sua pacata espressività, si esprima al cento per cento. Il punto di forza da mantenere è certamente l'atmosfera amicale, accentuato certo dal calore del ricorso all'analogico. Pur nell'estrema professionalità di ogni contributo Corpi minori mantiene quel bellissimo gusto di disco fatto per il piacere di farlo, senza vincoli e pressioni.
