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Emergenti • Alternative • punk, rock, post-punk

Tundra OHDIO

2026 - Edac Music Group/Believe Italia

23/04/2026 di Arianna Marsico

#Tundra#Emergenti#Alternative

La rabbia, che erutta come lava, che non cerca giri di parole per esprimersi, è la cifra stilistica di Tundra. Dietro questo nome che rievoca posti freddi e paesaggi di muschi, licheni e piccoli arbusti troviamo Daniele Piai (voce), Federico Vannelli (basso e voce), Lorenzo Mariotti (chitarra), Matteo Carli (chitarra) e Lorenzo Artigiani (batteria). La formazione pisana si è avvalsa della collaborazione di Giulio Ragno Favero per registrare il secondo disco OHDIO. Un titolo a metà strada tra odio e l’invocazione di un Dio di cui non si riconosce l’esistenza e con cui comunque si intravedono dei punti in comune (“Dio è come me, segretamente/Aspetta che muoia la gente/Dio è come me, lui non esiste, Dono di D”).

Nella batteria c’è un qualcosa del ritmo incessante de Il Teatro degli Orrori, che si sbriciola nella furia punk delle chitarre e del cantato. C’è il cinismo disincantato di It's Paradise e Gente di merda degli Zen Circus, ma senza ironia. C’è però una disperazione tutta autentica, quella che vuole “evitare una morte orrenda in una fabbrica” (Unicellulare). La disperazione e insieme la consolazione di morire “senza un soldo nel soldo totale” (La macchina).
La precarietà degli anni Zero sembra concentrarsi e implodere nei testi della band. Il mio dovere è un mantra che consuma, che impedisce di godere anche del piacere. Il brano riflette il sentirsi intrappolati negli ingranaggi del produci consuma crepa di ferrettiana memoria, come novelli Charlot in Tempi Moderni.

Dentro OHDIO c’è la fatica del vivere, la rabbia del volere qualcosa di diverso, in una lotta titanica contro un sistema ingiusto.

Track List

  • Noia
  • Zero catene
  • Dono di D
  • Unicellulare
  • Odio
  • La macchina
  • Interludio
  • Il mio dovere (focus track)
  • Padrone
  • Un bel funerale
  • Milioni