The Van Pelt Remain Obscure
2026 - La tempesta dischi Ernest Jenning Record Co. Wrong Speed Records
#The Van Pelt#Rock Internazionale#Alternative #thevanpelt #remainobscure
Quali band c’erano negli anni ‘90? Radiohead, Nirvana, Red Hot Chili Peppers. Okay, così restiamo alla piena luce del sole, piacevole e amabile, decisamente. Ma lo vedi quell’angolo in penombra? Bene, fìdati, addèntrati: ti presento i The Van Pelt. Forse li conosci già se ami la bella musica che non ama i riflettori, quegli artisti che fanno musica e basta, senza guardare in faccia a niente e nessuno, senza star troppo a sentire quelle case discografiche di spessore che vogliono buttarti sotto i sole cocente mentre contemplano il Dio denaro.
I The Van Pelt vantano una storia che copre ormai tre decenni e sono considerati il vero e proprio segreto dell’industria musicale indipendente, in quanto hanno influenzato la musica indie-rock ed emo a loro successiva. Così la band di Chris Leo, dopo il grande successo di Artisans & Merchants (2023) che ha segnato il loro grande ritorno dopo 25 anni, ci presenta Remain Obscure, il loro quinto album in studio, anticipato da tre singoli. Kris Is Riding Horses In Ojai come un flauto magico chiama a sé tutti i sognatori che hanno riposto la speranza in un cassetto, allontanandosi dalle loro aspirazioni; questa canzone ha l'intento di riportarli sulla retta via. A Voralberg Of The Mind è probabilmente il brano che meglio racchiude sia il senso del titolo dell'album sia l'anima del gruppo, perché si pone come una gentile resistenza alla dittatura della visibilità, dove le armi della resistenza sono il tempo libero, l'inutilità creativa e la marginalità. Linens Should Be Freshly Pressed parte dalla celebre frase di John Keats “Beauty is truth, truth beauty” per descrivere la bellezza quotidiana, quella che si cela in ogni piccola cosa nelle nostre giornate.
I brani di questo disco sono nati durante le sessioni di composizione dell'album precedente, ma vanno oltre: infatti possiamo sentire, oltre al classico formato chitarra, basso e batteria, anche sintetizzatori, pianoforti, cori, strumenti giocattolo, voci di bimbi. Neil O'Brien, il batterista della band emerge sempre di più come una chiave importante per la scrittura dei brani. E come non bearsi dello spoken word tipico di Chris Leo, che trasforma le canzoni quasi in poesie declamate.
I The Van Pelt sono come quel disco che trovi al negozio in fondo allo scatolone, non capisci cosa ti attrae, ma lo acquisti lo stesso e, una volta ascoltato, capisci che lo tirerai fuori spesso, soprattutto in quelle giornate di pioggia quando la malinconia prende il sopravvento e hai bisogno di sentirti capito un po’ di più.
I The Van Pelt vantano una storia che copre ormai tre decenni e sono considerati il vero e proprio segreto dell’industria musicale indipendente, in quanto hanno influenzato la musica indie-rock ed emo a loro successiva. Così la band di Chris Leo, dopo il grande successo di Artisans & Merchants (2023) che ha segnato il loro grande ritorno dopo 25 anni, ci presenta Remain Obscure, il loro quinto album in studio, anticipato da tre singoli. Kris Is Riding Horses In Ojai come un flauto magico chiama a sé tutti i sognatori che hanno riposto la speranza in un cassetto, allontanandosi dalle loro aspirazioni; questa canzone ha l'intento di riportarli sulla retta via. A Voralberg Of The Mind è probabilmente il brano che meglio racchiude sia il senso del titolo dell'album sia l'anima del gruppo, perché si pone come una gentile resistenza alla dittatura della visibilità, dove le armi della resistenza sono il tempo libero, l'inutilità creativa e la marginalità. Linens Should Be Freshly Pressed parte dalla celebre frase di John Keats “Beauty is truth, truth beauty” per descrivere la bellezza quotidiana, quella che si cela in ogni piccola cosa nelle nostre giornate.
I brani di questo disco sono nati durante le sessioni di composizione dell'album precedente, ma vanno oltre: infatti possiamo sentire, oltre al classico formato chitarra, basso e batteria, anche sintetizzatori, pianoforti, cori, strumenti giocattolo, voci di bimbi. Neil O'Brien, il batterista della band emerge sempre di più come una chiave importante per la scrittura dei brani. E come non bearsi dello spoken word tipico di Chris Leo, che trasforma le canzoni quasi in poesie declamate.
I The Van Pelt sono come quel disco che trovi al negozio in fondo allo scatolone, non capisci cosa ti attrae, ma lo acquisti lo stesso e, una volta ascoltato, capisci che lo tirerai fuori spesso, soprattutto in quelle giornate di pioggia quando la malinconia prende il sopravvento e hai bisogno di sentirti capito un po’ di più.