Pedal steal<small></small>
Americana

Terry Allen

Pedal steal

2006 - Sugar Hill
25/08/2006 - di
Avendo acquistato i diritti sul catalogo di Terry Allen, la Sugar Hill ne sta passo dopo passo ristampando tutta la discografia: dopo “Juarez”, uscito nel 2004, e la raccolta di rarità più o meno consigliabile “The silent majority”, è ora il turno di “Pedal steal”.
Può sembrare curioso che venga dato questo risalto ai lavori minori di uno dei cantautori che più ha contribuito a cantare i luoghi di confine tra il Texas e il Messico: questo cd è infatti una colonna sonora risalente al 1985, commissionata dalla Margaret Jenkins Dance company di San Francisco, e come tale si avvicina a quel diario di viaggio molto borderline che era anche “Juarez”.
Forse sarebbe stato più auspicabile pubblicare quelli che sono i veri dischi di canzoni di Allen, ma l’operazione non è comunque di quelle mirate a sfruttare la curiosità dei fans. L’intento piuttosto è di presentare Terry Allen come come un artista a tutto tondo e non solo come un “semplice” songwriter: nel corso della sua carriera infatti si è prodigato anche su teatro, scultura, prosa, poesia, pittura, installazioni video e audio con risultati di rilievo che hanno portato le sue opere ad essere esposte nei più importanti musei del mondo.
In un’epoca che pullula di presunti artisti polifunzionali e aperti a contaminazioni , Allen si distingue per il modo in cui riesce a centrare la sua visione: ne sono prova i suoi dischi e anche le sue registrazioni più particolari come questo “Pedal steal”.
Certo, tra qualche abbozzo di canzone, parti strumentali, dialoghi e rumori di fondo, il disco non offre un ascolto immediato: è un viaggio da seguire con booklet alla mano, che presenta la storia di un suonatore di pedal steel alla ricerca di una realizzazione tra il Texas e il New Mexico degli anni ’60/’70.
Vista le difficoltà che i musicisti si trovano a dover ancora affrontare, il copione è attuale grazie soprattutto alla competenza di Allen che delinea ogni passaggio in modo specifico con fiati mariachi, arrangiamenti tex-mex e canti Navajo: da notare alcune ballate crepuscolari che struggono di solitudine e che portano progressivamente verso la perdizione (il protagonista alla fine viene coinvolto in una sparatoria e trovato morto per un mix di barbiturici ed alcol).
Suonato tra gli altri con Butch Hancock (chitarra e voce) e Lloyd Maines (pedal steel, dobro e vocals), questo disco è una sorta di “Paris, Texas” minore.
Un altro piccolo tassello in quell’epopea di confine che è al centro dell’opera di Terry Allen.

Track List

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