Juarez<small></small>
Americana

Terry Allen

Juarez

2004 - Sugar Hill
05/05/2004 - di
Non è un disco facile. Non lo era nemmeno quando uscì per la prima volta nel 1976 nel momento in cui il movimento country folk cercava nuovi mezzi per percorrere le sue strade polverose. Questa ristampa, ottimamente curata dalla Sugar Hill, cerca di dare nuova luce ad un concept album in cui piano e voce dominano dall’inizio alla fine per raccontare, con la “luce” del Texas un serie di episodi ambientati al sud della California d’oro.
Se l’opera originale conteneva una serie di litografie che in qualche modo guidavano l’ascoltatore nel viaggio dipinto e cantato da Allen, in questa occasione ci deve “accontentare” della sola musica. E’ bene osservare che per quanto il viaggio possa sembrare “faticoso”, le strade percorse rimangono di impressionante attualità: è cambiata l’automobile, ma l’asfalto è ancora la stessa striscia nera bollente che si poggia nel deserto per mettere a dura prova i nostri pneumatici.
Non è, con i dovuti distinguo, difficile accostare questo musicista, autore di piccoli gioielli come “Lubbock” ed il più recente “Human Remains”, nel quale comparivano artisti del calibro di David Byrne, Joe Ely, Lucinda Williams e Randy Newman.
E’ però la sua capacità narrativa, misteriosa ed integrante, a rendere Allen un personaggio unico; tanto più in un contesto in cui le singole canzoni sono solo il capitolo di un libro, al di fuori del quale perdono la propria ragione. Forse non tutti gli episodi possono sembrare così avvincenti, ma l’opera, per poterne assaporare lo spessore, deve essere letta interamente. Alla fine quel che rimarrà sarà un dipinto tra i più suggestivi ed affascinanti del country di quegli anni.
Non a caso il grande Dave Alvin, uno che di musica americana ne sa qualcosa, ha scritto le bellissime note di copertina di questa ristampa, nelle quali, oltre a raccontare come Allen distrusse un piano elettrico sotto la furia del suo suonare durante un concerto in Italia, descrive le ragioni di un disco come “Juarez” ineguagliabile nel miscelare humor e violenza con un tocco di innocente e disperata passione.
“Writing On Rocks Across The Usa” e la conclusiva “Despetida” raccolgono tutto ciò in modo esemplare, fermando il tempo, spazzando via in pochi minuti i trent’anni che ci separano da questo disco.
E se ancora i prati del Texas, i confini messicani apparissero mete lontane, al lavoro originale sono stati aggiunti due brani: la struggente “El Camino Instrumental” e la festosa “El Camino”, nella quale Joe Ely e Tom Russel sembrano prendere per mano l’amico Terry Allen per guidarlo nelle atmosfere border di oggi.

Track List

  • THE JUAREZ DEVICE (AKA ‘TEXICAN BADMAN’)
  • |THE CHARACTERS/A SIMPLE STORY
  • |CORTEZ SAIL
  • |BORDER PALACE
  • |DOGWOOD
  • |WRITING ON ROCKS ACROSS THE USA
  • |THE RADIO … AND REAL LIFE
  • |THERE OUGHTA BE A LAW AGAINST SUNNY SOUTHERN CALIFORNIA
  • |WHAT OF ALICIA
  • |HONEYMOON IN CORTEZ
  • |FOUR CORNERS
  • |THE RUN SOUTH
  • |JABO/STREET WALKIN’ WOMAN
  • |CANTINA CARLOTTA
  • |LA DESPEDIDA (THE PARTING)
  • |EL CAMINO INSTRUMENTAL
  • |EL CAMINO

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