Stearica Fertile
2015 - Monotreme Records
Semi sconosciuti in Italia, un grande successo all'estero. Così potremmo riassumere la carriera degli Stearica, trio post-rock torinese, che arriva con il proprio secondo lavoro, Fertile, a distanza di otto anni dal primo lavoro, Oltre.
Il suono si fa più potente, pesante, pressante. Un riuscitissimo intreccio tra post-rock e noise, con tocchi stoner ad ampliare la cifra stilistica di questo lavoro. Un suono che sembra arrivare dalle viscere, ma che allo stesso tempo risulta essere studiato e quasi schematico.
La batteria che apre Delta è una sorta di richiamo tribale, che trasporta l'ascoltatore in un mondo che non lascia spazio a pause, che per quasi un'ora ti assorbe nel suo lungo intreccio musicale. Intreccio che alterna una sezione ritmica martellante a linee chitarristiche che vanno a creare la melodia. Bes introduce elementi stoner nel suo evolversi lungo sei minuti che chiudono in crescendo; Halite conferma l'intreccio tra ritmica e chitarre, dando però velocità e vivacità.
Un disco quasi totalmente strumentale, che emette solo un paio di gridi atavici, sofferti ( Nur, Amreeka) e che sfocia nella bellissima cavalcata Siqlum, che sublima tutti i concetti che si ritrovano all'interno dei nove brani del disco.
Gli Stearica con questo secondo lavoro si confermano tra i progetti underground più interessanti presenti nel nostro paese. Questo secondo album mette in scena una band con le idee chiarissime e che sa alla perfezione cosa fare con la propria musica. Fertile è di certo uno dei dischi migliori sentiti in questo anno, e la speranza è che ci si accorga seriamente degli Stearica anche all'interno dei nostri confini, visto che all'estero hanno già compreso il valore di questa band.
Il suono si fa più potente, pesante, pressante. Un riuscitissimo intreccio tra post-rock e noise, con tocchi stoner ad ampliare la cifra stilistica di questo lavoro. Un suono che sembra arrivare dalle viscere, ma che allo stesso tempo risulta essere studiato e quasi schematico.
La batteria che apre Delta è una sorta di richiamo tribale, che trasporta l'ascoltatore in un mondo che non lascia spazio a pause, che per quasi un'ora ti assorbe nel suo lungo intreccio musicale. Intreccio che alterna una sezione ritmica martellante a linee chitarristiche che vanno a creare la melodia. Bes introduce elementi stoner nel suo evolversi lungo sei minuti che chiudono in crescendo; Halite conferma l'intreccio tra ritmica e chitarre, dando però velocità e vivacità.
Un disco quasi totalmente strumentale, che emette solo un paio di gridi atavici, sofferti ( Nur, Amreeka) e che sfocia nella bellissima cavalcata Siqlum, che sublima tutti i concetti che si ritrovano all'interno dei nove brani del disco.
Gli Stearica con questo secondo lavoro si confermano tra i progetti underground più interessanti presenti nel nostro paese. Questo secondo album mette in scena una band con le idee chiarissime e che sa alla perfezione cosa fare con la propria musica. Fertile è di certo uno dei dischi migliori sentiti in questo anno, e la speranza è che ci si accorga seriamente degli Stearica anche all'interno dei nostri confini, visto che all'estero hanno già compreso il valore di questa band.