Rosalia Lux
2025 - Columbia Records
#Rosalia#Rock Internazionale#Alternative #baroque pop #opera
La Passione di Rosalía: risuona potente e delicato, magistrale e sublime, maestoso e poetico il quarto album dell’artista di Barcellona, Lux, registrato con la London Symphonic Orchestra diretta da Daníel Bjarnason. Diviso in quattro movimenti (con tre canzoni in più su cd e vinile), il lavoro racconta con grande intensità il dolore di una donna che cerca di affrontare un lutto e rimettere a posto i pezzi del suo cuore, cercando conforto anche nella spiritualità.
Alternando lo spagnolo e il catalano a tante altre lingue (ben 11, tedesco, italiano, latino, giapponese, inglese, arabo, cinese, ebraico, ucraino, siciliano e portoghese), l’artista e produttrice, vincitrice di due Grammy Awards e di undici Latin Grammy Awards, si inerpica con la sua voce dolorosa, sensuale e appassionata su acuti celestiali e suadenti, tra aperture melodiche e liriche dense di poesia e pathos, momenti cinematici come la grandiosa e magniloquente Berghain con Yves Tumor (in un’interpretazione lancinante) e Björk (sempre impeccabile, ma qui forse un filo fuori posto e appannata rispetto alla star spagnola) e sprazzi più acustici e minimali, come alcuni nel più lieve e ironico ritratto di un “terrorista emozionale” in La Perla (con il trio Yahritza y su Esencia).
La parte più affascinante e poetica del disco, che tocca subito vette di intensità notevoli, è probabilmente la prima, da Sexo, Violencia y Llantas fino a Mio Cristo piange diamanti: in questa sezione conquista anche e soprattutto il contrasto tra sonorità classiche e contemporanee, come tra i ritmi a tratti quasi urban o hip-hop e l’orchestrazione di archi e piano nella più rasserenante Reliquia, oppure in due dei brani migliori del lotto, Divinize, con performance vocale da brividi e i fremiti inquieti e raffinati di un sound teso e fascinoso, e Porcelana, con Dougie F, canzone che mescola momenti cupi e trasparenti, sacro e profano.
L’anima latina e mediterranea di Rosalía emerge invece nei vocalizzi di Mundo Nuevo, oppure nel cuore flamenço di De Madrugá, nell’impetuosa Sauvignon Blanc e nell’avvolgente e dolorosa La Rumba del Perdón con Estrella Morente e Silvia Pérez Cruz.
Dimensione divina e umana, vita e morte, misticismo e sensualità travolgente, la già ricordata eleganza classica e ritmi sinuosi si mescolano agli acuti limpidi, dolci e struggenti dell’artista. In questo disco di chiaroscuri emozionali come un dipinto barocco, tra luci benefiche e un’oscurità che inghiotte nelle sue ombre ammalianti, sono presenti anche Carminho in una toccante Memória, e l’Escolania de Montserrat iCor Cambra Palau de la Música Catalana, uno dei cori di voci bianche più antichi d'Europa, che aggiungono colori commoventi e angelici.
Le tante collaborazioni dimostrano ovviamente l’intento di un salto di qualità, studiato a tavolino, certo, ma pienamente riuscito, come dimostra già l’accoglienza ricevuta dal lavoro.
I detrattori vi diranno che è un prodotto commerciale ecc. ecc., ma abbandonate i pregiudizi e ascoltate con le vostre orecchie questa produzione raffinatissima per un gioiello di rara bellezza.
(Foto di copertina di Noah Dillon).
Alternando lo spagnolo e il catalano a tante altre lingue (ben 11, tedesco, italiano, latino, giapponese, inglese, arabo, cinese, ebraico, ucraino, siciliano e portoghese), l’artista e produttrice, vincitrice di due Grammy Awards e di undici Latin Grammy Awards, si inerpica con la sua voce dolorosa, sensuale e appassionata su acuti celestiali e suadenti, tra aperture melodiche e liriche dense di poesia e pathos, momenti cinematici come la grandiosa e magniloquente Berghain con Yves Tumor (in un’interpretazione lancinante) e Björk (sempre impeccabile, ma qui forse un filo fuori posto e appannata rispetto alla star spagnola) e sprazzi più acustici e minimali, come alcuni nel più lieve e ironico ritratto di un “terrorista emozionale” in La Perla (con il trio Yahritza y su Esencia).
La parte più affascinante e poetica del disco, che tocca subito vette di intensità notevoli, è probabilmente la prima, da Sexo, Violencia y Llantas fino a Mio Cristo piange diamanti: in questa sezione conquista anche e soprattutto il contrasto tra sonorità classiche e contemporanee, come tra i ritmi a tratti quasi urban o hip-hop e l’orchestrazione di archi e piano nella più rasserenante Reliquia, oppure in due dei brani migliori del lotto, Divinize, con performance vocale da brividi e i fremiti inquieti e raffinati di un sound teso e fascinoso, e Porcelana, con Dougie F, canzone che mescola momenti cupi e trasparenti, sacro e profano.
L’anima latina e mediterranea di Rosalía emerge invece nei vocalizzi di Mundo Nuevo, oppure nel cuore flamenço di De Madrugá, nell’impetuosa Sauvignon Blanc e nell’avvolgente e dolorosa La Rumba del Perdón con Estrella Morente e Silvia Pérez Cruz.
Dimensione divina e umana, vita e morte, misticismo e sensualità travolgente, la già ricordata eleganza classica e ritmi sinuosi si mescolano agli acuti limpidi, dolci e struggenti dell’artista. In questo disco di chiaroscuri emozionali come un dipinto barocco, tra luci benefiche e un’oscurità che inghiotte nelle sue ombre ammalianti, sono presenti anche Carminho in una toccante Memória, e l’Escolania de Montserrat iCor Cambra Palau de la Música Catalana, uno dei cori di voci bianche più antichi d'Europa, che aggiungono colori commoventi e angelici.
Le tante collaborazioni dimostrano ovviamente l’intento di un salto di qualità, studiato a tavolino, certo, ma pienamente riuscito, come dimostra già l’accoglienza ricevuta dal lavoro.
I detrattori vi diranno che è un prodotto commerciale ecc. ecc., ma abbandonate i pregiudizi e ascoltate con le vostre orecchie questa produzione raffinatissima per un gioiello di rara bellezza.
(Foto di copertina di Noah Dillon).