Quixote<small></small>
Jazz Blues Black − Jazz

Pollock Project

Quixote

2013 - Helikonia/Indi Helikonia/Egea
23/08/2014 - di
Rivestire di nuovi significati la libertà esecutiva del free jazz, immergerla nello sperimentalismo del nu jazz e tradurla nel linguaggio sintetico della modernità senza assorbirne passivamente le antinomie: Quixote (Helikonia, 2013) è questo e tanto altro ancora. 

Si tratta del secondo lavoro del trio Pollock Project, rinnovato dal disco precedente ed adesso composto dal fondatore Marco Testoni (pianoforte, caisa drum, loop programming), Nicola Alesini (sax soprano, loop programming) e Max Di Loreto (batteria e percussioni), ai quali si aggiungono Cecilina Silveri (violino) e Federico Mosconi (chitarre).

Le dieci tracce sono il tentativo riuscito di leggere la realtà e dotarla di senso, battendo praticamente ogni strada musicale possibile e sfruttando tutte le armi a propria disposizione: fusione di linguaggi eterogenei, richiami a tematiche sociali (Gulagi Gang, L’isola) e citazioni dalla provenienza più disparata. Rappresentano inoltre il cammino trasversale, surreale e visionario di un Don Quixote eroe-artista, costretto ad interpretare il mondo che lo circonda per collocare se stesso e la sua arte in una modernità sempre più liquida, inafferrabile e contraddittoria, nei cui meandri è più facile perdersi che trovarsi. 

Ogni composizione gode di temperatura, colore e forma propri, per mezzo di una saggia disposizione del materiale sonoro e un’accurata selezione della strumentazione. E’ proprio Testoni, percussionista, pianista e compositore, che si erge a scultore, pittore e architetto, mettendo a disposizione dell’ascoltatore/spettatore un’esperienza sensoriale a 360°, che include materiale visivo, voci fuoricampo, rumori e suoni extra-diegetici e loop musicali su cui si dipanano le varie improvvisazioni.

L’originale prodotto visionary art-jazz non si presenta, però, come una vera e propria narrazione: ogni brano è piuttosto un’istantanea, un fermo immagine a sé stante, un tassello del moderno, preso di petto e coraggiosamente decodificato.  

La jazz ballad Quixote è forse il brano meno sperimentale. Si sviluppa infatti coerentemente alla strada intrapresa – con le dovute eccezioni – dalla scena jazz italiana ed europea. In questo contesto è la melodia a prendere il sopravvento, sebbene ciò non avvenga senza conflitti interni e tensioni armoniche. A dispetto dei dissonanti campi di battaglia sonori del jazz americano cui siamo stati abituati, questo rappresenta il certificato di garanzia di una scena musicale già pronta a diventare tradizione. 

Testoni inaugura la title track con una cascata di note di pianoforte, aprendo la strada al sassofono e all’inaspettata incursione del violino, che conferisce al pezzo un colore del tutto nuovo, trasfigurandolo e dando inizio ad un interplay archi-fiati suggestivo, carico di lirismo e difficile da dimenticare.

Julio Et Carol è dedicata a Carol Dunlop e Julio Cortàzar, scrittore, poeta e saggista la cui penna è capace di evocare atmosfere metafisiche e surreali. E’ proprio la voce registrata di quest’ultimo ad aprire il brano, sottolineando l’importanza della ricerca di ciò che insolito, fuori dagli schemi e dalla normalità. La registrazione lascia adesso spazio a Testoni e al caisa drum. Questo particolare strumento fa sì che la linea melodica e quella ritmica, invece di escludersi a vicenda, vadano di pari passo abbattendo, di fatto, quella sorta di limite espressivo insito nella natura stessa degli strumenti percussivi. La forza straniante dell’accostamento freddo-caldo del caisa drum e del sax contralto, sembra rimandare ad una dimensione ultraterrena, strizzando più di un occhio alle atmosfere ambient e minimal.

La matrice jazz non viene, però, mai del tutto abbandonata, e i due standard ne sono la prova: la spritualità di John Coltrane viene rivisitata in After The Rain e il cosmic jazz di Sun Ra magistralmente ripreso in Angels And Demons At Play

La trasversalità stilistica di Quixote si spinge fino al folk di Su Ballittu, canto popolare sardo.

 Quasi impossibile stabilire con precisione quante e quali barriere questo lavoro sia riuscito a demolire. Gli schemi compositivi, le combinazioni strumentali e le differenziazioni di genere e stile scompaiono miracolosamente. Persino la famigerata demarcazione tra le varie arti viene meno, in perfetta tradizione art-jazz, in perfetto stile Pollock Project

 

Track List

  • Gulabi Gang
  • Quixote
  • After The Rain
  • Julio Et Carol
  • Angels And Demons At Play
  • Unquiet
  • The Blackout
  • Pe No Chao
  • Su Ballittu
  • L’isola