Piji Sta registrando audio...
2026 - Azzurra Music
Chissà quante volte, comunicando su Whatsapp, abbiamo letto (con un po' di ansia e allarme...) "Sta registrando audio...", e ci siamo preparati a minuti di monologo elettronico, privo di contraddittorio; e chissà quante volte abbiamo visto per strada persone che parlano tenendo lo smartphone orizzontale, come un microfono. Ma nessuno, finora, aveva pensato di intitolare un disco proprio Sta registrando audio..., con tanto di puntini di sospensione. Ci ha pensato Piji, alias Pierluigi Siciliani, attivo da anni sulla scena romana e non solo, con progetti di vario genere, tra teatro e canzone, e che ora ha deciso di pubblicare un long playing, al posto dei vari EP a cui ci aveva abituati. Mescalina, che lo segue almeno dal 2009, con il suo frizzante Lentopede, non poteva lasciarsi sfuggire l'evento; e ha fatto bene, perché le quindici canzoni sono il frutto di un lungo periodo di scelta e revisione, permettendo a chi già conosce il cantautore di ritrovare il suo tono ironico e brillante, ma anche momenti di dolcezza e profondità, e a chi non lo conosce di scoprire una penna prolifica e creativa.
Non basta: il disco è ricco di collaborazioni di colleghi - amici, che non si sono lasciati sfuggire l'occasione di entrare nel bar di Piji, fatto di incontri che cambiano la vita, di suoni in equilibrio tra jazz e canzone d'autore, con echi manouche (la parigina Bateau Manouche con la chitarra di Augusto Cremi) e momenti di riflessione, come in Sara e le altre, con il gruppo No Wags, che ha partecipato allo spettacolo teatrale omonimo, sull'emancipazione nel mondo del calcio femminile, dedicato alla capitana Sara Gama (e alle altre).
Da segnalare il singolo Vai, Valeria!, la classica storia d'amore, cantata però con il brio di un Sergio Cammariere in stato di grazia, qui anche autore, con la splendida chitarra di Egidio Marchitelli ("controfigura di Piji nelle scene più pericolose"), oppure la voce vertiginosa della virtuosa Simona Molinari, per la polemica e irridente Swing Politik, con un Piji che si cimenta in un curioso mix tra swing e pop d'autore, o ancora il rutilante sax di Stefano Di Battista, in Misanthropy Village, invettiva perfetta contro l'omologazione di questo "Medioevo d'accatto", tra leoni da tastiera, "tamarri alfa, insomma, gente analfa-beta", acido inno in favore della sociopatia e della fuga dalla massificazione. I suoni e il canto rispecchiano l'ispirazione genuina, fedele alla linea swing, che in Italia ha notevoli maestri, come Arbore o Caputo, ma i temi seguono invece uno sguardo all'attualità, vista con piglio critico e lucido.
Un'altra caratteristica del lavoro è costituita da numerosi riferimenti al secondo grande amore del cantautore, il cinema: troviamo così l'atmosfera jazzy di Come Woody Allen, un incipit che omaggia Nanni Moretti ("Caro Diario, c'è una novità...") in Misanthropy Village, o perfino un titolo, Non si uccidono così anche i cavalli?; ma anche citazioni importanti del Novecento, come quella di Neil Armstrong sulla Luna, che innerva la riflessione socio - filosofica di Umano poco umano, dagli echi gaberiani, e con l'elettrica arrabbiata di Marchitelli, canzone che sicuramente dal vivo acquisterà uno spessore centrale.
Alla fine, in Credits, ascoltiamo davvero i messaggi vocali, di tutti i produttori, gli arrangiatori e gli artisti che hanno partecipato al progetto: un modo originale e simpatico per coinvolgere la squadra, dalle cui voci emergono l'amicizia e il divertimento, che hanno lenito la fatica del lavoro. Un messaggio vocale di sette minuti, che, per una volta, non ci crea ansia e non ci annoia, anzi. Come tutto il disco, che ricapitola il percorso artistico di un musicista da seguire, con fiducia e passione.
Non basta: il disco è ricco di collaborazioni di colleghi - amici, che non si sono lasciati sfuggire l'occasione di entrare nel bar di Piji, fatto di incontri che cambiano la vita, di suoni in equilibrio tra jazz e canzone d'autore, con echi manouche (la parigina Bateau Manouche con la chitarra di Augusto Cremi) e momenti di riflessione, come in Sara e le altre, con il gruppo No Wags, che ha partecipato allo spettacolo teatrale omonimo, sull'emancipazione nel mondo del calcio femminile, dedicato alla capitana Sara Gama (e alle altre).
Da segnalare il singolo Vai, Valeria!, la classica storia d'amore, cantata però con il brio di un Sergio Cammariere in stato di grazia, qui anche autore, con la splendida chitarra di Egidio Marchitelli ("controfigura di Piji nelle scene più pericolose"), oppure la voce vertiginosa della virtuosa Simona Molinari, per la polemica e irridente Swing Politik, con un Piji che si cimenta in un curioso mix tra swing e pop d'autore, o ancora il rutilante sax di Stefano Di Battista, in Misanthropy Village, invettiva perfetta contro l'omologazione di questo "Medioevo d'accatto", tra leoni da tastiera, "tamarri alfa, insomma, gente analfa-beta", acido inno in favore della sociopatia e della fuga dalla massificazione. I suoni e il canto rispecchiano l'ispirazione genuina, fedele alla linea swing, che in Italia ha notevoli maestri, come Arbore o Caputo, ma i temi seguono invece uno sguardo all'attualità, vista con piglio critico e lucido.
Un'altra caratteristica del lavoro è costituita da numerosi riferimenti al secondo grande amore del cantautore, il cinema: troviamo così l'atmosfera jazzy di Come Woody Allen, un incipit che omaggia Nanni Moretti ("Caro Diario, c'è una novità...") in Misanthropy Village, o perfino un titolo, Non si uccidono così anche i cavalli?; ma anche citazioni importanti del Novecento, come quella di Neil Armstrong sulla Luna, che innerva la riflessione socio - filosofica di Umano poco umano, dagli echi gaberiani, e con l'elettrica arrabbiata di Marchitelli, canzone che sicuramente dal vivo acquisterà uno spessore centrale.
Alla fine, in Credits, ascoltiamo davvero i messaggi vocali, di tutti i produttori, gli arrangiatori e gli artisti che hanno partecipato al progetto: un modo originale e simpatico per coinvolgere la squadra, dalle cui voci emergono l'amicizia e il divertimento, che hanno lenito la fatica del lavoro. Un messaggio vocale di sette minuti, che, per una volta, non ci crea ansia e non ci annoia, anzi. Come tutto il disco, che ricapitola il percorso artistico di un musicista da seguire, con fiducia e passione.
