Ukiyoe<small></small>
Derive • Avantgarde

Nichelodeon/insonar Ukiyoe

2014 - Snowdonia

20/04/2015 di Stefano Capolongo

#Nichelodeon/insonar #Derive#Avantgarde

In quante forme un artista può declinare l’arte senza risultare scontato o ripetitivo? Chi conosce Claudio Milano sa che il suo progetto è proprio questo. Teatro, arti visive e musica tenute insieme da un fil rouge che da oltre un decennio ha dato vita ad una produzione vastissima e ispiratissima e che ha visto avvicendarsi moltissimi nomi di spicco dell’underground italiano.

Ukiyoe è il nome del nuovo album dell’artista salentino, deus ex-machina del progetto NichelOdeon/Insonar, giunto al quinto lavoro tra live e studio. Ci si trova spesso in difficoltà, abituati come siamo ad attribuire etichette, ad approcciare un album come questo, così ricco di sperimentazione e contaminazioni e lontano da una precisa categorizzazione. E’ lo stesso Claudio Milano a fare luce sul suo lavoro, in un’intervista: “I festival progressive rock – genere al quale molti ci hanno ascritto – rinnegano la nostra presenza perché non reputano i NichelOdeon come un gruppo progressive. I festival rock-in-opposition non permettono ai NichelOdeon di suonare in quanto non li reputano abbastanza rock-in-opposition, e la stessa cosa avviene per l’alternative e il jazz.”
Nonostante ciò non possiamo esimerci dal trovare dei chiari rimandi al passato in questo album. Essi vanno dai gloriosi anni settanta italiani (gloriosi per il genere progressive, intendiamoci) a quelli inglesi e statunitensi: Picchio dal pozzo ed Henry Cow per citare i più vicini, ma anche Kevin Ayers, alcune oscure ambientazioni alla David Sylvian, il genio di Robert Wyatt.

Ci piace definire Ukiyoe come un disco liquido, sia per il suo carattere fuggevole sia per il tema centrale del mare che rimbalza dalla prima all’ultima traccia e che trova come nucleo la stupenda Marinaio, un gorgo alla National Health ma più spinto. Undici tracce dolorose ma cariche di speranza, partendo dal personaggio di Tutti i liquidi di Davide, che affronta il tema della droga e più in generale della perdita di coscienza servendosi di numerose iperboli e di un linguaggio tipico canterburiano. L’acqua può essere vita e morte, anzi essa è la cesura finale tra i due stati e ce li mostra come fosse uno specchio in Veleno: “E poi guardo te padre, che hai quasi cent'anni e sbeffeggi la morte azzannando un agnello, e poi guardo te madre, che non mi vedi invecchiare e mi chiami bambino”. Procedendo verso la fine ci accorgiamo di come l’atmosfera si faccia progressivamente sempre più rarefatta, le parole vengono soffocate dall’accoppiata finale Into the waves/Mud dove subiamo, quasi in stato catatonico, input elettronici secchi e distorti sorretti dagli archi di un tango schizofrenico. Il silenzio, ancor prima dello stop, è il centro verso cui è scoccata la freccia UKIYOE ed il mare claustrofobico di suoni e voci trova la sua compensazione proprio in questa quiete.

Cos’è Claudio Milano? Un folle? Un visionario? Ci piace credere che nell’artista leccese ci sia un seme di genialità che continua a fiorire ad intervalli regolari, regalando lavori che sebbene possano risultare complessi, sanno offrire sempre qualcosa di nuovo e non riprodotto. Non è forse questo il vero obiettivo di un artista?

Track List

  • Tutti i liquidi di Davide
  • Veleno
  • Fi(j)ùru d`Acqua
  • Marinaio
  • Ohi Mà - Nel Mare che hai Dentro
  • I Pesci dei tuoi Fiumi
  • MA(r)LE
  • Into the waves
  • ma(r)le – mud