PRAESENS<small></small>
Derive • Avantgarde

Naresh Ran PRAESENS

2025 - Toten Schwan / Breathe Plastic

09/04/2025 di Luca Di Pinto

#Naresh Ran#Derive#Avantgarde #Voci #Noise ##avanguardia

In principio fu l'etichetta Dio Drone, anno 2013, sorta di laboratorio (prima ancora che label tout court) che diede il via al percorso musicale di Nàresh Ran fatto di concezioni musicali eterodosse: niente di artisticamente stantio e un imprecisato modus operandi sperimentale, aggressivo, estremo, intriso pure di una versatilità acuta che, negli anni successivi (fra il 2019 e il 2022), asseconda solletichi nell'ambito delle sonorizzazioni. 
A far da capofila, il progetto multimediale One_Minute_Soundtrack e, a seguire, quel De_Sidera attraverso cui l'artista dà voce al suono imperscrutabile di astri e costellazioni; per proseguire poi con la singolare idea di rendere la mappatura del Comune di Carpi un labirinto sonoro contraddistinto da incredibile unicità.

Tutto torna, e così pure la mole di ingredienti qui evocati, a reclamare spazio in PRAESENS, lavoro nuovo di zecca, per la precisione terzo in studio a nome Nàresh Ran: cinque i movimenti (connotazione adatta a definire questi brani in formato suite) lungo i quali si dipana, con fare oscuro e abrasivo, un continuum di riflessioni introspettive, dinanzi allo specchio della propria coscienza (“...per gli errori che vorrei non aver commesso, per le parole non dette, le lettere scritte e mai spedite, le ferite inferte e ricevute. Per tutte le cicatrici e i sogni negati. Per voi che mi avete fatto del male e per il male che mi sono fatto da solo, Praesens è il modo migliore che ho trovato per scendere a patti con i miei demoni e lasciarli andare…”).

Nel primo di questi (PRAESENS I - riportare al cuore) si assiste al teso conflitto tra voci oscure e field recordings disturbanti, liturgico harsh-noise che ribolle a fuoco lento (assimilazione di una lectio fra Ben Frost e The Haxan Cloak), ben riassortito in rapida sequenza negli episodi PRAESENS II - memento vivi (sparsi rumorismi a prendersi la scena) e PRAESENS V - lasciami andare, che sarà chiusura abbandonata a catalessi e fragori increspati.
Scenario configurato alla sua massima espressione nell’atto quarto (PRAESENS IV - chiusura dei sigilli), con fiere tracce alla radice di un disegno artistico tagliente, qui persino indotto a spoken word urlato ed invettive contro cieli neri, saette e vortici di strings, tesi ed intrecciati, estreme rasoiate con allusioni a Penderecki.

La risultanza, qui ma anche altrove, frutto di osmosi ferrea e collosa, esalta un  generalizzato gusto doom, gotico e sintetico, di pece nera  fra Scott Walker (di Tilt, The Drift e Bish Bosch) e Diamanda Galás.
PRAESENS III - apertura dei sigilli volge al meriggio del disco, ma potrebbe anche svettare in fondo al lotto, abile com'è a far da raccordo aprendo appunto porte a percezioni, e tramando al buio fra gli spettri di un imponente muro sonoro (qui architettato in una forma più avvolgente e circolare) radicato nelle tenebre.

 

Track List

  • PRAESENS I - riportare al cuore
  • PRAESENS II - memento vivi
  • PRAESENS III - apertura dei sigilli
  • PRAESENS IV - chiusura dei sigilli
  • PRAESENS V - lasciami andare

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