Solo in Oslo<small></small>
Jazz Blues Black − Jazz − piano solo

Maurizio Marrani

Solo in Oslo

2015 - Pagina 3 / IRD
29/04/2015 - di
Se pensiamo che l`interesse verso un disco possa essere spesso calamitato dalla visione di una copertina suggestiva, nel caso di Solo in Oslo non si può che averne la conferma: nella parte bassa dell`immagine c`è un`oscura fascia traversale dove un albero affonda le sue radici avvolto da un tenue sfondo cielo dotato di una luce leggera ed enigmatica, che sembra trasmettere, e lo vedremo, l`anima vitale del disco che va a rappresentare.

Nato a Foligno e formatosi al conservatorio di Perugia, Maurizio Marrani, uno dei talenti emergenti del piano jazz italiano, vanta già diverse collaborazioni e presenze a prestigiosi festival di settore (tra cui quello di casa, Umbria Jazz), ma solo adesso, con questo disco, ha la possibilità di mostrare le sue capacità in modo davvero significativo e personale.

Infatti, Solo in Oslo, risultato di alcuni mesi di lavoro, in completa autonomia, è un progetto ambizioso di solo piano fondato su un reale talento espressivo e compositivo al servizio di valide parti improvvisate, non è un caso che il disco venga subito scelto e prodotto dall`etichetta compaesana Pagina 3. Di rilievo la scelta dello studio di registrazione, il prestigioso Rainbow Studio di Jan Eric Kongshaug (Oslo), dove l`acustica raggiunge livelli di assoluta eccellenza, una perfezione audio in grado di valorizzare appieno i particolari, le sfumature sonore, qui elevate a sostanza e corpo dell`opera stessa.

Tra i brani ci sono diverse cover, classici senza tempo tra cui Havona di Jaco Pastorius, gli standard Beautiful Love e People (splendida nelle sue variazioni di melodia e improvvisazione), Naima e Giant Steps di Coltrane, soprattutto quest`ultima, coincisa e spumeggiante versione, si fa apprezzare per come viene rigenerata, accellerata nel ritmo e nell`improvvisazione, dove Marrani esibisce una padronanza musicale invidiabile. Ma sono i quattro pezzi originali che sorprendono maggiormente: con la sequenza continua di note cadenzate di Moscov-Vladivostock , interessante composizione ispirata alla linea ferroviaria transiberiana, con finale in dissolvenza, la brillante armonia creativa di San José, un flusso di energia ritmica, libera e compatta, con oasi romantiche a spezzare, il breve incanto sospeso di Impro e Notturno che percorre misurate e sensibili finezze d`autore .

Tra melodie e improvvisazioni care al jazz moderno, ma solo marginalmente, ad esempio, nelle coordinate classiche di un piano solo di Jarrett e dei suoi flussi di coscienza, Marrani non abbandona la tradizione del jazz più vicina agli stilemi classici di un Herbie Hancock o di un Chick Corea, quindi con attinenze più musicali e meno cerebrali, dove l`espressività e le capacità di interpretare uno stato d`animo trovano, nel suo caldo e brillante pianismo, un`energia contagiosa piena di desiderio, luminosa, viva e diretta, che guarda avanti; non c` è nostalgia ma vita reale, voglia di esprimersi, piano fluente , melodie che scorrono, note che si disperdono impalpabili e vivaci nella nostra mente, fresche come una leggera brezza notturna.

Solo in Oslo è un disco brillante e piacevole, senza cedimenti, ci regala un nome davvero interessante per gli anni futuri e concluso l`ascolto ci fa rivolgere ancora lo sguardo verso quell`albero di copertina, dove ora ci è chiara l`immagine “della vita”, garantita e firmata Maurizio Marrani.


 

 

Track List

  • People
  • Giant Steps
  • Some Days My Prince Will Come
  • Moscov- Vladivostock
  • Impro
  • San Josè
  • Notturno
  • Beautiful Love
  • Havona
  • Naima
  • I Love Porgy

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