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World • Folk • songwriting, elettronica, post-rock

Massimo Silverio O

2021 - autoprodotto

11/08/2021 di Ambrosia J. S. Imbornone

#Massimo Silverio#World#Folk #Massimo Silverio

È sempre molto interessante quando un giovane musicista come Massimo Silverio decide di dedicarsi alla produzione in dialetto, anzi, in questo caso in una meravigliosa lingua altra, una “lingua pura per poesia”, come Pasolini definiva il friulano; è ancora più interessante quando il suo apporto appare molto personale e originale.

Silverio, che ha vissuto la maggior parte della sua vita tra le montagne della natia Carnia, è infatti nato nel 1992 e si è avvicinato alla musica da autodidatta ad appena 16 anni come cantante. Poi ha collaborato con alcuni dei più grandi esponenti della musica tradizionale friulana come Giulio Venier, Emma Montanari, Lino Straulino, Paolo Forte e tanti altri; intrapreso il suo percorso personale, ha pubblicato il primo EP, intitolato Ø, a gennaio 2020, poi un singolo arrangiato con le gallesi Adwaith e ancora nella primavera 2021 questo nuovo EP, questa volta dal titolo complementare O, quasi a sottolineare che si tratti del secondo lato di un unico album, dato che entrambi i lavori comprendono in realtà pezzi scritti da Massimo vari anni fa. Nel frattempo, Silverio è anche entrato come violoncellista del quartetto di Loris Vescovo (nel 2014 vincitore della Targa Tenco per il miglior album in dialetto con Penisolâti), partecipando alla produzione del suo nuovo disco, Adalt.

Nei cinque brani di O, vibra un’intensità quasi sacrale, atemporale, poetica ed emozionante; i suoni sono minimali, scabri, delicati e oscuri, tra dimensione acustica e talora tocchi elettronici, mentre la voce di Massimo, che rammenta modelli come Jeff Buckley e Thom Yorke, appare morbida e dolente, virtuosistica e carismatica, in interpretazioni sofferte e viscerali in friulano appunto, ma anche in italiano.

I versi, che a qualcuno potrebbero sembrare pretenziosi, ma che ci appaiono, piuttosto, preziosi e immaginifici, parlano d’altronde un linguaggio solenne, liricheggiante, misterioso e maudit, che mescola noia e morte, torbido ed eterno, notazioni coloristiche e simboli, natura e stagioni dell’anima, “ridi a dut savôr” (“ridere a pieno sapore”) e “neri arsinç” (“nero assenzio”), il “vespro del nulla espresso” e una “nera poesia”. A tratti le parole sembrano fondere un’ascendenza più letteraria (si direbbe ad es. soprattutto dal classico simbolismo francese) con la musicalità drammatica del melodramma, o tingersi di rado di un una semplicità metrica da struggente canto popolare: “Ma amore che non ho mai perso / Io ti posseggo, qui, in ogni mio verso” (II).

La fine di un amore, quando la luce ormai tace, diventa sogno dell’estasi del passato; dal buio del tempo che muore e dal “miele amaro del distacco” si passa al ricordo dell’ “essenza” e dell’ “assenza”. Tra terra, cielo e “mârs d'adalt” (“mari dei cieli”), d’altronde i giorni sono “grave e sanc” (“ghiaia e sangue”), sono “amôrs dibant” (“amori inutili”), “O clâfs par flums di steles / lunes, astros” (“chiavi per fiumi di stelle / lune, astri”, nella conclusiva, bilingue O, quasi una suite à la Sigur Rós, superpoetica e dall’intensità e bellezza lancinante).

Gli strumenti sono voci ben dosate in silenzi che inghiottono nelle ombre dell’oblio e della notte;  percussioni cinematiche fanno da sfondo a ricami di violoncello a tinte scure e ieratiche, o creano atmosfere tese che accolgono il calore dolceamaro della voce; a chitarre essenziali si aggiungono note di violino, anche queste molto cinematografiche ed evocative, poiché eleganti e cariche di un pathos misuratissimo. A volte l'elettronica proietta colori in bilico tra onirico e spettrale; la musica aggiunge linee “narrative” di malinconia avvolgente, tra trame acustiche con ritmi scalzi (che ricordano talora anche la saudade dei grandi cantautori brasiliani), e momenti rallentati, per distendere a pennellate attente una polvere vischiosa di stelle.

Un gioiellino da recuperare e di cui si è parlato troppo poco.

Track List

  • Criure
  • I
  • II
  • Nijo
  • O

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