Ali Di Libertà<small></small>
Rock Internazionale • Songwriting • Folk rock

Massimo Priviero Ali Di Libertà

2013 - MPC Records / SELF

12/09/2013 di Pietro Cozzi

#Massimo Priviero#Rock Internazionale#Songwriting #Folk rock

Le Ali di Libertà sono la missione di ogni buon artista nei confronti del mondo che lo circonda: far spiccare il volo alle idee, alle passioni, ai desideri che non hanno voce, sopraffatti dalla superficialità quotidiana mascherata di quieto vivere e perbenismo. È questo il cardine intorno a cui ruota il nuovo lavoro di Massimo Priviero, che continua il suo percorso musicale a metà fra la Storia e le storie, alla ricerca di una canzone autenticamente “politica”, capace di raccontare un'Italia minore e popolare, l'Italia degli ultimi, degli sconfitti, degli emigrati, dei diseredati. Un cammino che ha trovato, disco dopo disco, una sua coerenza e che qui si fa anche più personale, con brani tutti suoi, coniugando passione civile, trame folk e quell'inconfondibile piglio da rocker romantico (rarissimo nel nostro Paese) che non lo abbandona mai.

Quattro-cinque pezzi lasciano il segno. La title track è una sorta di dichiarazione d'intenti, che chiarisce cosa Priviero vuol far volare sulla rampa di lancio della sua voce e della sua chitarra (“sono io la tua voce che saprà gridare”): ha un piglio deciso, che solo in parte si stempera su sonorità e “inserti” di folk tradizionale italiano, vicini allo stile dei Gang, compagni di avventure di Priviero negli spettacoli di Storie dell'Altra Italia. È una formula che torna in diverse canzoni del disco, come nell'attacco di In Verità o nel giro di Libera Terra-parte A, che riecheggia anche la springsteeniana Cadillac Ranch. Violino, piano e chitarra disegnano invece una Thunder Road tutta italiana in Il Mare, storia di un amore finito male o troppo presto; il modello si sente forte, ma anche l'impronta di chi è arrivato finalmente a rielaborarlo con personalità. L'altro grande affresco del disco è La Casa di Mio Padre, dedicato al padre emigrato a Milano e alla promessa fatta alla madre che, dopo una vita “di miele col sale”, ci sarebbe stato l'approdo felice a una “casa del tempo migliore”, tra gli ulivi e il mare. Una ballata magica e infinita, che ha l'ambizione di raccontare un pezzo di storia condivisa del nostro Paese, forse dimenticata troppo in fretta.

Anche il singolo Alzati, una bordata rock ad alta gradazione addolcita da un ritornello più orecchiabile, non lascia indifferenti, ma su tutti spicca la sorprendente Madre Mia. Priviero l'ha scritta come una preghiera alla Vergine, perfettamente in linea con la religiosità schietta, umile, poco clericale e molto popolare del “nuovo corso” di papa Francesco. Con l'inconfondibile ringhio trattenuto della sua voce, in un crescendo emozionante, Priviero canta le sue laicissime litanie, affidando alla protezione della Madonna i solitari e i folli, i vinti e gli offesi, gli innocenti “ogni giorno traditi” e i guerrieri “che non voglion sparare”. Un picco di alto livello, ma anche quando viaggia a quote più basse Priviero dà sempre l'impressione di mettercela tutta. Rabbia, energia e passione sono quelle di uno “vero”, onesto, così come la voglia di andare al di là della canzonetta da tre minuti, il coraggio di riflettere sul proprio ruolo di “menestrello” e l'intenzione di narrare qualcosa della sua (libera) terra e del suo tempo. Magari senza riempire stadi, o arene.    

Track List

  • Ali Di Libertà
  • Il Mare
  • Apri Le Braccia
  • In Verità
  • Madre Proteggi
  • Occhi Di Bambino
  • Alzati
  • La Casa Di Mio Padre
  • Io Sono Là
  • Libera Terra A) La Forza
  • Libera Terra B) Il Sogno
  • Bacio D`Addio (bonus track)

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