Welcome to Bisiacaria <small></small>
Italiana • Rock

Marongiu e i Sporcaccioni Welcome to Bisiacaria

2023 - Boogie Records

14/08/2023 di Laura Bianchi

#Marongiu e i Sporcaccioni#Italiana#Rock

Chi ha detto che l'estremo Nord Est è terra senza artisti di valore? Ascoltare la band Marongiu e i Sporcaccioni potrebbe fare cambiare idea. Rigorosamente in dialetto bisiaco, una parlata veneta fra l'Isonzo e Trieste, i loro testi si sposano alla perfezione col ruvido garage rock, striato di heavy metal, con le chitarre in primo piano, e la combinazione è divertente, accattivante e trascinante. 

Welcome to Bisiacaria è la sintesi della visione di Claudio Ciccio Marongiu, la voce cialtrona e l'anima della sua band, attiva da ormai vent'anni, nel segno della coerenza con uno spirito solo apparentemente cialtrone: il punto di vista dal basso, che racconta di sabati sera per dimenticare la settimana, e di domeniche di provincia, di lavoro nero, di ragazze (anzi, Mula Bisiaca) che fanno rutti e scorregge, illustra in modo netto, schietto e lucido le esistenze ai margini di qualsiasi impero, che raccolgono l'energia attraverso la musica, il vino, il tempo libero.

No capir, no capir, imbriacarse ogni giorno e no capir...canta il coro in No capir, sul ritmo falsamente bandistico della musica: ed ecco che l'effetto straniante è servito, in equilibrio fra tristezza e allegria. E sullo sfondo, omaggi vari ai mostri rock, gli Stones su tutti - come in Sandro o nella pessimistica e acida Femo l'amor -, per dimostrare anche la bravura tecnica del gruppo. Non a caso anche questo lavoro porta la firma di Joe Perrino, la cui voce impreziosisce il brano di apertura, e la cui produzione si avverte nei sapienti tocchi con cui vengono arricchite le linee melodiche di canzoni come il quasi inno colorato di tex mex Istria.

L' album è registrato quasi interamente in presa diretta, e questo conferisce una tinta punk a tutto il lavoro, sottolineato da alcuni passaggi e accelerazioni, come nella caustica Ciro, dal testo ficcante e provocatorio, che dipinge con un piglio quasi cinematografico lo scenario desolante di un'umanità che ha smarrito l'empatia. 

La band gira a mille: il basso di Andrea Farné, le chitarre di Giovanni Bertossi e di Lorenzo Cociancich, la batteria di Gabriele Gustin, oltre al violino elettrico di Simone D’Eusanio su Ciro costituiscono un ensemble affiatato e potente, che, supponiamo, sia ancora più efficace live. Li aspettiamo in tour per confermarlo!

 

Track List

  • Sabato sera
  • Mula bisiaca
  • Furgoncino
  • No capir
  • Sandro
  • Femo l&rsquo;amor
  • Via Romana
  • Domenica
  • Ciro
  • Istria

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