Istanbul Improv Sessions May 4th<small></small>
Derive − Avantgarde

Mark Lotz & Islak Kopek

Istanbul Improv Sessions May 4th

2011 - Evil Rabbit Records
11/11/2011 - di
Istanbul negli ultimi anni sta diventando una immensa fucina di talenti. Musicisti del calibro di Eugene Chadbourne, Dom Minasi, Evan Parker e Peter Brotzmann ci si sono recati per partecipare a progetti discografici di musicisti locali o per incidere lì i propri dischi. Due anni fa il magazine canadese Signal To Noise ha dedicato un ampio servizio alla scena turca, poi è stata la volta di The Wire in Inghilterra con una compilation distribuita col numero di dicembre, senza contare la costante attenzione della pubblicazione on-line AllAboutJazz. Anche musicisti italiani come i nostri Mauro Sambo e Renato Ciunfrini sono in ottimi e fruttuosi rapporti coi musicisti locali, a testimonianza di quella che è una vera e propria ‘scena’, a tutti gli effetti, feconda di contaminazioni e potenziale fucina o ricettacolo di nuovi talenti come non se ne vedevano o sentivano da tantissimo tempo.

Il motivo è molto semplice. Sembra che questi ‘ragazzi’ abbiano riportato tutto quanto in questi ultimi trent’anni era stato separato, a livello di percezione (musica orchestrale, jazz, contemporanea, elettronica) nello stesso calderone da cui, almeno qui in Europa, tutto era stato ributtato suii palchi dei piccoli clubs e nei collettivi intestati a nomi come Derek Bailey, Keith Rowe o John Russell, prima di separarsi, specializzarsi, individualizzarsi e raggiungere le consolidate posizioni attuali. Date dunque un (ri)ascolto alla compilation pubblicata nel 2004 dal MIT e curata da David Toop “Not Necessarily English Music”, aggiungete tutto quanto vi è stato omesso per ‘imperscrutabili’ motivi (leggi RIO, Henry Cow, Robert Wyatt con e senza Soft Machine), e avrete una buona idea di cosa (potreste) aspettarvi dall’ascolto di dischi con dentro gente come Umut Caglar o Korhan Erel.

Musica freschissima, al di là di ogni barriera, tra elettronica, elettrica e acustica, tra composto e improvvisato, tra classico e avanguardia. Provate ad esempio a mettere nel lettore questo disco prodotto dalla Evil Rabbit Records, e contenente 15 brani registrati il 4 maggio del 2010 a Istanbul in una session svoltasi tra il multistrumentista Mark Alban Lotz e gli Islak Kopek. Il primo è un musicista cresciuto tra Uganda e Thailandia e avviato allo studio del flauto classico e contemporaneo alla School of Arts di Amsterdam in età adolescenziale, e già attivo collaboratore di nomi come Chris Potter, Walter Wierbos, Michael Moore, Ernst Reijseger e Han Bennik, ma che ha alle spalle anche una nutrita serie di interazioni con in più importanti e riconosciuti maestri delle musiche etniche e folkloriche di ogni tipo, dall’Armenia allo Zambia passando attraverso Cuba e gli Yoruba.

Gli Islak Kopek invece sono stati il primo gruppo di improvvisazione sperimentale a calcare, dal 2005, i palchi dei clubs di Istanbul, prima di arrivare, l’anno successivo, all’Akbank Jazz Festival. Chitarra (Sevket Akinci), violoncello (Kevin W. Davis), due sax tenori (Robert Reigle e Volkan Terzioglu), laptot e strumentazione elettronica assortita (Korhan Erel, anima e mente del gruppo) e l’ospite Lotz interagiscono in varie combinazioni - i duetti elettronica/sax o flauto di Mouthtrap, Throat, Mouthstrap e Diamond,  quelli tra strumenti a fiato di Scared e Sacred, il trio di Stop, i brani in ensemble Mouths, Us, Short, Mouthwater – mostrando una vena compositiva sfaccettata capace di mostrarsi ricettacolo, sintesi e nuova partenza di tutto quanto è stato prodotto negli ultimi trent’anni in Europa e non solo. Respirazioni circolari, microtonalità, stratificazioni sonore, silenzi, slanci, arpeggi, bordoni, intricate linee strumentali e melodie, tutto pare riacquistare una nuova vitalità e una attualità che, se non persa, rischiava comunque di cristallizzarsi in formule definitive e acquisite. 





Track List

  • We
  • Mouths
  • Mouthtrap
  • Stop
  • Throat
  • Us
  • Scared
  • Talking
  • Down
  • Short
  • Sacred
  • Mouthstrap
  • Diamond
  • Our
  • Mouthwater