Leonardo Angelucci Plurale come due
2025 - Free Club Factory
Rock’n’roll! Questo è lo spirito di Plurale come due, il nuovo disco di Leonardo Angelucci, presentato il 7 novembre dal vivo a Roma. Se la dimensione live è certo quella che meglio si addice al cantautore, anche il disco permette comunque di testare la sua energia. La conferma viene dalle sue stesse parole: “Il disco, che sguazza nelle mie radici rock, è tutto suonato da me e Giorgio (Giorgio Maria Condemi, anche produttore, Ndr), con un’attitudine abbastanza punk e l’aiuto di qualche artificio in fase di produzione. Le corde del basso e della chitarra sono le vere protagoniste, sempre supportate da un groove della sezione ritmica e da qualche synth o coro”.
Questo emerge anche in brani come Sopra di me, classica ballad da cantare a squarciagola ai concerti, sia negli accordi sia nei testi. Schietti, diretti, intrisi di realtà, come la triste cena a base di sushi di All You Can Eat. Il cane e il gatto ha un sapore anni ’70, in contrasto con immagini decisamente anni 20 del nuovo millennio (“Ogni volta che iniziamo quel film, poi stremati sul letto/Ci salverà solo, solo un altro just eat”).
Plurale come due parla di amori che nascono, che finiscono, in cui i corpi si cercano, si avvicinano, a volte si respingono. È un disco “fisico”, corporeo, dove la riflessione sembra sempre inscindibile da una tendenza al movimento. “Faccio surf sulla vita che passa” canta non a caso Leonardo (Faccio Surf). Si chiude con Extraterrestre, un brano in cui il rock’n’roll si mescola con il gospel, come a trovare un momento di requie a tanta vitale inquietudine.
Plurale come due è un disco pulsante, che vi aspetta sul palco!
Questo emerge anche in brani come Sopra di me, classica ballad da cantare a squarciagola ai concerti, sia negli accordi sia nei testi. Schietti, diretti, intrisi di realtà, come la triste cena a base di sushi di All You Can Eat. Il cane e il gatto ha un sapore anni ’70, in contrasto con immagini decisamente anni 20 del nuovo millennio (“Ogni volta che iniziamo quel film, poi stremati sul letto/Ci salverà solo, solo un altro just eat”).
Plurale come due parla di amori che nascono, che finiscono, in cui i corpi si cercano, si avvicinano, a volte si respingono. È un disco “fisico”, corporeo, dove la riflessione sembra sempre inscindibile da una tendenza al movimento. “Faccio surf sulla vita che passa” canta non a caso Leonardo (Faccio Surf). Si chiude con Extraterrestre, un brano in cui il rock’n’roll si mescola con il gospel, come a trovare un momento di requie a tanta vitale inquietudine.
Plurale come due è un disco pulsante, che vi aspetta sul palco!
